In carcere senza doni

VIGEVANO.Il Natale in carcere è un momento difficile, i detenuti sono lontani dalle famiglie, non possono condividere lo scambio dei doni con i bambini o passare del tempo con i parenti. Si cerca di alleviare il disagio di chi non può vivere le feste con la famiglia, ma anche di chi perde i piccoli momenti della quotidianità, perché nei giorni festivi c'è meno personale. «Le feste sono un peso doppio per loro», spiega don Florindo Arenghi, cappellano del carcere. Doppio perché da una parte aumenta il distacco con le famiglie. Nei giorni festivi infatti, cosi come anche le domeniche, le visite dei parenti vengono sospese perché c'è meno personale.
Il disagio aumenta anche perché vengono meno tutte quelle attività che danno uno spiraglio di libertà e che scandiscono l'organizzazione della giornata. «I detenuti possono fare due spese a settimana per comprare cose che non passa l'amministrazione - spiega ancora don Florindo - e queste attività nelle feste vengono diradate perché c'è meno personale. C'è il disagio di attività non più disponibili come prima, per esempio la palestra».
«Poi chi ha famiglia ne sente ancora di più la mancanza», riflette ancora il cappellano del carcere dei Piccolini. Proprio perché nei giorni festivi le visite sono sospese si è cercato di anticipare i festeggiamenti per il Natale. «Prima di Natale abbiamo organizzato un giorno di accoglienza con la Caritas - spiega ancora don Florindo - per far trovare dei regali ai bambini durante l'incontro con il genitore che si trova in carcere». Per cercare di alleggerire il disagio si pensa anche alle piccole cose: decorazioni delle sale, degli uffici per rendere l'atmosfera natalizia che si respira in città. In carcere si è cercato anche di celebrare i riti religiosi del Natale: per la messa della Vigilia della sezione «uomini» ha partecipato anche un gruppo canoro di Magenta; il giorno di Natale ha celebrato la messa il Vescono nella sezione «donne». (ma.br)