«Siccità, mai più in emergenza»
PAVIA.Massima attenzione all'acqua per l'irrigazione dei campi: è l'obiettivo prioritario dell'assessorato provinciale all'Agricoltura. Mario Anselmi rievoca i campi arsi dalla siccità del 2006 e pensa alle strategie da mettere in atto per il 2008. Le sue previsioni per l'anno alle porte toccano anche il settore del vino e dei cereali, del nuovo Programma di sviluppo rurale 2007-2013 e della caccia.
Assessore Anselmi, lo spettro della siccità del 2006 è ancora vivo nella memoria degli agricoltori pavesi. Allora le forniture all'agricoltura si ridussero del 60-70% rispetto alla norma: gli agricoltori furono costretti a distribuire la poca acqua disponibile nelle risaie e nei campi di mais grazie alle turbine dei trattori.
«La situazione del 2006 non deve più ripetersi: sono in continuo contatto con i consorzi irrigui della pianura a nord del Po. L'acqua per l'irrigazione delle campagne deve essere assicurata a tutti gli agricoltori che la pagano. In particolare, penso alla zona del Pavese, dove il consorzio del Naviglio Villoresi non aveva ottemperato alle richieste dei risicoltori malgrado i consistenti finanziamenti giunti dalla Regione Lombardia. Nessun problema, invece, per il consorzio lomellino Est Sesia. In ogni caso spero che nel 2008 la collaborazione fra consorzi di irrigazione, istituzioni e organizzazioni agricole sia massimo per evitare ulteriori situazioni di crisi idrica».
In Oltrepo i viticoltori hanno dovuto affrontare le novità della nuova Organizzazione comune di mercato sul vino. Le preoccupazioni erano numerose.
«L'impostazione originaria è stata modificata e si possono intravedere risultati positivi: per esempio, i 400mila ettari di espianto a livello nazionale sono scesi a 150mila, su base volontaria. Inoltre, anche il limite di zuccheraggio è stato limitato. E poi, a parte l'Ocm, si parla di creare un distretto del vino: non dimentichiamo che l'Oltrepo garantisce il 65% della produzione regionale, contro un 12% della Franciacorta».
Comunque, i vini bresciani sono ancora quelli più noti sul mercato.
«Per questo motivo i vini oltrepadani devono potenziare la loro immagine: questa valorizzazione può essere svolta attraverso il distretto del vino e anche un accorpamento delle varie cantine sociali. Il 2008, in particolare, sarà l'anno della fusione delle cantine di Casteggio e di Broni, e della Torrevilla con quella di Canneto Pavese. E' un'aggregazione necessaria, utile soprattutto per determinare in modo più sicuro il prezzo delle uve e del vino, oltre che per potenziare le esportazioni. In questo cammino è indispensabile il contributo del Consorzio, che si è già mosso nella direzione giusta».
Il nuovo Programma di sviluppo rurale, in vigore da quest'anno fino al 2015, è partito in ritardo per motivi burocratici. A che punto è oggi?
«Entro gennaio si potranno presentare le richieste per le prime 11 misure, cioè i vari ambiti di finanziamento. Le speranze riposte in questo nuovo Psr sono molte: anticipo, però, che non saranno distribuiti soldi a pioggia. Gli imprenditori agricoli dovranno presentare un piano aziendale serio e dettagliato: i contributi saranno erogati solamente a chi ne documenta le reali necessità».
La Lomellina e il Pavese sono ricche di Zone di protezione speciale, le Zps: come le gestirà la Provincia?
«Andando a ridurre al minimo i vincoli per gli agricoltori. In teoria queste zone umide, istituite per tutelare la fauna e la flora, non dovrebbero limitare l'attività agricola: nel caso succeda, gli imprenditori dovranno ricevere le adeguate compensazioni economiche».
Lei è anche titolare della delega alla caccia: sono attese novità per la stagione 2008-09?
«Nessuna in particolare. Un mio auspicio, però, è questo: gradirei vedere un numero inferiore di doppiette provenienti dalle province limitrofe».
In vista del nuovo anno che cosa vuole dire al mondo agricolo?
«Innanzi tutto, vorrei ricordare che nel 2007 il settore agroalimentare pavese si è conquistato la stima e la fiducia di tutta la provincia per la qualità del suo lavoro. L'augurio è che nel 2008 siano vinte sfide sempre maggiori».
Umberto De Agostino