In pericolo in Francia le 35 ore di lavoro
PARIGI.Le 35 ore sembrano ora avere il tempo contato. La legge che alla fine degli anni '90 aveva ridotto di 3 ore la durata legale del lavoro e che era considerata dalla sinistra come la più importante conquista sociale del governo guidato dal socialista Lionel Jospin, rischia infatti di essere del tutto svuotata del suo contenuto se non addirittura soppressa, come temono sindacati e opposizione. In una lettera inviata ai sindacati il primo ministro Francois Fillon auspica appunto che la definizione della durata del lavoro sia negoziata a livello settoriale e aziendale in modo che le trattative «siano più vicine alla realtà» delle imprese. In questo modo gli straordinari non scatterebbero più automaticamente a partire delle 35 ore, ma secondo l'orario di lavoro settimanale definito da contrattazioni settoriali o aziendali, con vantaggio per le aziende che devono versare una maggiorazione del 25% a partire della 36ª ora.
Il governo alleggerirebbe dal canto suo la fattura della defiscalizzazione degli straordinari accordata nell'estate per permettere ai francesi di «lavorare di più per guadagnare di piu». Secondo Le Monde, il governo vorrebbe che la durata dell'orario di lavoro fosse fissato in una forbice tra le 35 ore e le 48 ore, il tetto fissato dall'Ue.
La lettera di Fillon ha suscitato accese reazioni da parte di opposizione e sindacati che accusano il governo di allinearsi sulle richieste della confindustria francese. Secondo il leader socialista Francois Hollande, con gli accordi negoziati per settore o azienda Fillon vuole in realtà «la pura e semplice abolizione della durata legale del lavoro».