Raffineria, stato di agitazione sospeso
SANNAZZARO.Tregua nello stato di agitazione alla divisione Refining& Marketing della raffineria Eni, dichiarato a novembre dopo che manovre sull'assorbimento di alcuni 'rami d'azienda" avevano portato ad ipotizzare una razionalizzazione dei posti di lavoro. Che, secondo la Uil-Cem, avrebbe comportato su Sannazzaro un'ipotesi di tagli di circa trenta posti di lavoro. Il confronto tra le parti è stato serrato sino alla presa di posizione dei lavoratori, che avevano dichiarato lo stato di agitazione ed il conseguente blocco di tutto il lavoro straordinario.
Un comunicato delle tre sigle sindacali di settore Flerica-Cgil, Femca-Cisl ed Uilcel-Uil recita: 'Anche a seguito delle pressioni esercitate con l'apertura delle vertenza ed il blocco di tutto il lavoro straordinario alla divisione Refining & Marketing, si stanno facendo pervenire indicazioni di positivi avanzamenti dei lavori per la ripresa di un confronto con la direzione Eni sul progetto-Leader (quello relativo alle 'ottimizzazioni", n.d.r.) che si era interrotto bruscamente il 29 novembre scorso". Il documento sindacale continua: 'Allo scopo di avere un quadro migliore dell'evolversi della situazione, si è deciso di convocare una riunione il 9 gennaio 2008, presso il Centro Congressi di Roma. La Rsu aziendale, in considerazione dell'ipotesi di una positiva ripresa dei lavori, ritiene si siano create le condizioni per la sospensione temporanea dello stato di agitazione generale nelle forme dichiarate, sino all'esito del confronto del 9 gennaio".
I sindacati confermano la necessità di fare luce soprattutto sui progetti futuri dell'Eni in considerazione del fatto che, già dal primo gennaio, è fissata una fusione tra le unità della Praoil (l'ex Snam) e la divisione Refining&Marketing. A livello locale, significa che tra le 750 unità lavorative della raffineria Eni saranno integrate oltre 80 lavoratori della Praoil. Il timore è che le cosiddette 'ottimizzazioni" delle risorse umane possa portare anche ad alcuni tagli fisiologici, che la stessa Uil-Cem aveva localmente ipotizzato in circa trenta unità in meno.
Positiva invece la conclusione della trattativa sul rinnovo del contratto integrativo biennale: è garantito un aumento alla categoria di riferimento pari a 116 euro. (p.c.)