Dieci mesi per calunnia
MEDE.Era accusato di calunnia e ha patteggiato dieci mesi e venti giorni di reclusione. Vincenzo Tita si era recato alla stazione dei carabinieri di Mede per denunciare lo smarrimento di un assegno di cui aveva la delega. In realtà le cose erano andate diversamente. L'imputato, secondo quanto sostenuto dall'accusa, aveva già consegnato l'assegno a un imprenditore. Presentando la denuncia di smarrimento quindi l'imprenditore a cui era stato consegnato l'assegno veniva incolpata di furto o ricettazione. Il fatto era avvenuto il 28 aprile del 2006 a Mede.
Le parti, davanti al giudice delle udienze preliminari Giulia Pravon, hanno raggiunto l'accordo e Vincenzo Tita ha patteggiato una pena di dieci mesi e venti giorni di reclusione. Dovrà anche pagare tutte le spese processuali.