Sui binari ancora guai, ieri soppressi sei treni
VIGEVANO. Anche a Santo Stefano. La linea Milano-Mortara, quella del doppio binario che non arriva, quella dei ritardi e dei treni bloccati, ai pendolari non ha voluto fare un regalo di Natale. Ieri mattina a causa di problemi legati al materiale rotabile sono stati soppressi sei treni, che sono stati sostituiti dagli autobus, ormai da mesi parcheggiati nel piazzale della stazione di Vigevano, pronti ad intervenire qualora un treno non funzionasse. Ieri sono intervenuti sei volte, per quei pochi viaggiatori che si trovano ad utilizzare il treno anche il giorno dopo il Natale.
I disguidi sono iniziati la mattina presto e sono terminati alle 15.30, quando è stata ristabilita la normale circolazione delle vetture. L'inverno che ha accolto quest'anno i pendolari e i viaggiatori dei treni della linea Milano- Mortara non è stato dei migliori. Ai soliti disguidi, ritardi soppressioni, treni troppo freddi o troppo caldi, comunque stipati, si sono aggiunti i problemi causati dai lavori sulla linea in prossimità delle stazioni di Gaggiano e Trezzano, per il raddoppio del binario. Per tutto agosto, e anche in alcuni mesi autunnali, la circolazione dei treni del fine settimana è stata sostituita dagli autobus. Senza contare i ritardi che danno diritto ormai a un bonus continuo sull'abbonamento. Da parte dell'utenza sono state denunciate anche disfunzioni alla biglietteria della stazione di Vigevano che spesso è chiusa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quella di ieri, quando sei treni sono stati soppressi in una giornata che per la circolazione dovrebbe essere più che tranquilla. «La soppressione dei viaggi - spiegano alle ferrovie dello stato - è dovuta a dei problemi al materiale. E' capitata in un giorno in cui le carrozze sono poco frequentate e per questo sono stati in pochi a subire disagi». Episodi di questo tipo vantano nei mesi scorsi diversi precedenti anche in orari in cui i treni sono molto frequentati, nei giorni lavorativi. Alcuni pendolari sono arrivati al punto di dover prendere uno o due treni prima del solito per arrivare in tempo, dal momento che il loro posto di lavoro era a rischio a causa dei continui ritardi sull'orario.
Andrea Ballone