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NEW YORK. Ad attaccare l'Italia e a parlare di un malessere generalizzato ora è il quotidiano britannico 'The Times", dopo la pungente critica del 'New York Times" che la scorsa settimana aveva messo in prima pagina il malessere dell'Italia, suscitando le ire di Giorgio Napolitano.
«Dai terminal dell'Alitalia ai mercati rionali fuori Roma, dagli atelier milanesi al computer di Umberto Eco, questo Natale è caratterizzato da un senso di autocommiserazione che pesa sull'Italia».
Cosi attacca un articolo che, sotto il titolo «Italia trasandata» racconta la situazione del nostro Paese con tono pungente. A differenza del quotidiano di New York, che aveva parlato della situazione italiana con elegante senso di distacco ma grande accuratezza d'informazione, il giornale britannico non perde l'occasione per essere più tagliente. Il Times spara a zero: dall'arte alla cultura, dall'economia alla politica, dalla mafia agli imprenditori il quotidiano non risparmia nessuno. Se la prende perfino con la Chiesa Cattolica dicendo che con tutto il suo potere non riesce a fermare il tasso di natalità zero e la crescita dei divorzi. Insomma siamo un paese vecchio, povero e depresso.
«L'Italia si può solo sognare investimenti generosi in progetti stradali e ferroviari come quelli che ha fatto in Spagna il successore di Aznar», scrive il Times dicendo che gli italiani, invece di sognare, dovrebbero mettersi a competere di più e sottolinea come in Italia ci sarebbe bisogno di una Margaret Thatcher.
«C'è anche bisogno di una rivoluzione costituzionale che Romano Prodi non è in grado di fare», prosegue il quotidiano di Londra rimarcando tuttavia che gli italiani sarebbero in grado di forzare il governo a fare quello che non sta facendo.
Immediata la reazione del mondo politico e imprenditoriale italiano con Prodi che a sua volta ha contrattaccato la Gran Bretagna mettendo l'accento sulle esportazioni. «È singolare che questo articolo esca proprio quando i dati dell'export hanno evidenziato il sorpasso dell'Italia sulla Gran Bretagna. Non molto ottimista la reazione di Luca di Montezemolo che reagisce all'articolo di The Times dicendo che «il nostro paese non solo si è fermato, ma sta andando indietro». «Il problema non è soltanto la mancanza di investimenti in ricerca e sviluppo», prosegue il presidente della Fiat e della Confindustria, «ma anche che ogni italiano pensa al proprio interesse e non al bene comune».
Montezemolo a sua volta attacca la burocrazia che sta stritolando il paese e afferma che è possibile invertire il declino spalancando la strada al talento dei giovani. «Siamo un paese pieno di eccellenze e di energie positive», ha dichiarato Montezemolo dicendo che la speranza esiste. «In Sicilia il soffocante potere mafioso viene finalmente combattuto da imprenditori quasi tutti quarantenni e con esperienze europee che rischiano la vita rifiutandosi di pagare il pizzo».
Anche il quotidiano di Londra, come già il quotidiano di New York la scorsa settimana, parla di sprechi a livello governativo affermando che il Quirinale costa quattro volte quanto costa Buckingham Palace.

dal corrispondente Andrea Visconti