Caro-acquisti, a Pavia i prezzi corrono più veloci
PAVIA. Un'inflazione che viaggia mediamente al di sopra di quella nazionale di mezzo punto o anche uno. Pavia si conferma più cara, sicuramente delle città lombarde. L'Osservatorio del Comune, attraverso l'Ufficio statistica, sta rilevando i prezzi natalizi; Federconsumatori sta facendo altrettanto. «Il dato tendenziale - conferma l'assessore Luciano Rossella - è un discreto incremento soprattutto per i non alimentari. Nel 2008 apriremo un'indagine allargata sui prezzi: l'obiettivo è calmierarli».
Un anno fa la situazione era già allarmante. Anche allora Comune da una parte e Federconsumatori dall'altra denunciavano il contesto anomalo che Pavia vive sul fronte dei prezzi. Ora le cose, sembrano anche peggiorate. Tanto da indurre l'associazione presieduta da Mario Spadini a bussare in Comune per chiedere un confronto al nuovo assessore al Commercio.
«Ho prospettato all'assessore una situazione che da troppo tempo domina a Pavia - spiega Spadini - Mi riferisco ad uno scenario della distribuzione delle merci con passaggi intermedi che aumentano rispetto alla norma. Non ne conosco il motivo e mi piacerebbe conoscerlo».
Dal Comune il nuovo assessore mostra di voler subito prendere posizione.
«I nostri tre rilevatori in queste ore hanno registrato un discreto incremento dei beni non alimentari, parlo dello 0,8% - sottolinea Luciano Rossella - Per il resto, a parte la stabilità dei prodotti freschi, si registrano aumenti per il pesce di taglio grande: sino a 50 euro al chilo».
«A gennaio promuoveremo un'indagine sui prezzi per verificare se effettivamente a Pavia permane lo 0,5-0,8% in più di inflazione rispetto alla media nazionale - prosegue Rossella - Il mio obiettivo è quello di avere, già dal febbraio prossimo, una banca dati su cui ragionare».
Il problema, poi, è cosa fare, quale strategia attuare per ridimensionare un fenomeno che da troppo tempo tiene la scena. Su questo punto Rossella indica due vie: la prima è un intervento di polizia commerciale, ossia verificare che nelle vetrine e sulle bancarelle siano esposti i prezzi; la seconda è la strada delle promozioni semi-istituzionali, come ha già fatto di recente la regione Lombardia.
«Si tratta di un accordo istituzionale e di categoria con lo scopo di calmierare i prezzi - conclude l'assessore al Commercio - Cosi che possa essere il Comune a indicare ai cittadini i dove i prodotti costano meno. Ma bisogna avere l'intelligenza di scegliere i generi giusti, mirati per popolazione e fasce d'età».