Presi i borseggiatori dei bus

PAVIA. Veri professionisti del borseggio. Carlo Alberto Cordova, 40 anni e Ana Rivas di 36 anni, una coppia di peruviani, hanno preso di mira un'insegnante di filosofia di 52 anni su un autobus della linea 3. Qualcuno li ha visti ed ha chiamato la polizia. I due hanno addirittura cercato di nascondere la refurtiva sotto i sedili della volante ma gli agenti li hanno visti. I due sono stati arrestati e condannati ad un anno e otto mesi senza la sospensione condizionale.
Ecco la ricostruzione della vicenda. L'altra mattina un poliziotto ha ricevuto una telefonata sul cellulare. Era un amico. «Ti devo dire una cosa importante - ha spiegato - sono su un autobus della linea tre e qui sta succedendo un fatto molto strano. Ci sono due persone, un uomo ed una donna, che si stanno aggirando intorno ad una signora di mezza età. Forse hanno intenzione di portarle via il portafoglio».
Una telefonata amichevole che ha permesso di scoprire due pericolosissimi borseggiatori. Il poliziotto ha informato i colleghi della sala operativa e gli agenti della squadra volante si sono messi alla caccia dei due presunti borseggiatori. Un'ora più tardi li hanno intercettati davanti al tribunale alla fermata dell'autobus numero 3. Gli agenti hanno chiesto i documenti ma la donna non li aveva. Quelli di Carlos Albero Cordova non hanno convinto gli investigatori e cosi i due sono stati costretti a salire sulla volante. Gli agenti hanno voluto vederci chiaro e li hanno accompagnati in questura. Durante il tragitto si sono accorti che i peruviani facevano strani movimenti sui sedili posteriori. E cosi, una volta arrivati in questura, hanno voluto vederci chiaro. Sotto uno dei sedili posteriori c'era una tessera bancomat avvolta in un pezzo di carta dove, tra l'altro, c'era anche scritto il numero segreto mentre nascosto tra i due sedili c'era un bancopost.
Le tessere sono state sequestrate ed i poliziotti della squadra mobile si sono accorti che erano intestate alla stessa persona, una insegnante di filosofia di 52 anni. Intanto Ana Rivas e l'amico sono stati perquisiti. La donna aveva addosso quasi novecento euro mentre l'uomo aveva in tasca circa 150 euro. Gli investigatori hanno convocato in questura l'intestataria della tessera che si era accorta solo pochi minuti prima del borseggio. I peruviani hanno avuto il tempo sufficiente per prelevare 750 euro dal bancomat e 70 euro dal bancopost. Non solo. Hanno anche usato la tessera come carta di credito ed hanno acquistato alcune felpe.
Gli agenti della squadra mobile hanno arrestato i due peruviani che, tra l'altro, erano stati identificati circa cinquanta volte con nomi diversi. I due sono stati fermati ed identificati in numerose città. Veri professionisti del borseggio che agiscono con una tecnica ad alto livello. In genere è la donna che preleva materialmente il portafoglio dalle borse. Carlo Alberto Cordova e Ana Rivas hanno trascorso una notte in questura e, ieri mattina, sono stati accompagnati davanti al giudice. Sono stati condannati ad un anno ed otto mesi di reclusione. E, per i loro precedenti, restano in carcere. Ma l'inchiesta non è conclusa. Gli investigatori della squadra mobile sospettano che siano responsabili di altri borseggi messi a segno sugli autobus della linea numero 3. Soprattutto su quelli diretti all'ospedale San Matteo ai danni dei parenti dei malati.