La pace tradita di Fort Laramie
Ad essere dichiarati «carta straccia» dai Lakota sono i trattati firmati tra gli americani e i Sioux a partire dal 1868, anno dell'accordo di Fort Laramie. Sotto la pressione dei coloni impegnati nella conquista dei territori verso il Far West, i Sioux diedero vita a una serie di ribellioni che culminarono in una vera e propria guerra condotta, tra il 1866 e il 1868, dal grande capo Nuvola Rossa. Con la firma del trattato di Fort Laramie, che abrogava tutti gli accordi precedenti, si dichiarò conclusa ogni ostilità: «Da questo giorno in poi - recita l'articolo 1 dell'accordo - ogni atto di guerra cesserà per sempre. Il governo degli Stati Uniti desidera la pace e si impegna con il suo onore a mantenerla. Gli indiani desiderano la pace e si impegnano con il loro onore a mantenerla». Ai Sioux venne garantito il controllo della zona ovest dell'attuale Sud Dakota, incluse le Black Hills, colline ricche di minerali come oro, argento, rame e piombo. Secondo l'accordo, su quel territorio potevano risiedere tutte le tribù firmatarie e l'accesso era consentito soltanto al personale autorizzato dal governo americano: ufficiali, agenti e impiegati civili. Gli indiani, in cambio di denaro, avrebbero dovuto abbandonare ogni pretesa di occupazione del territorio, lasciando che venissero costruite le ferrovie e che i coloni si insediassero pacificamente. Diventava difficile per le tribù vendere parti di riserva a terzi: sarebbe stato necessario un accordo firmato da almeno i 3/4 di tutti i maschi indiani adulti residenti nella riserva. Nel trattato ci si preoccupava anche di garantire la civilizzazione dei nativi, attraverso la costruzione di scuole nelle quali i capi tribù si impegnavano a mandare i loro figli. Purtroppo la tregua fu molto breve. La scoperta dei giacimenti d'oro, da parte di una spedizione guidata dal generale Custer nel 1874, portò alla violazione del trattato e a una nuova guerra che si concluse con la leggendaria battaglia di Little Big Horn, combattuta il 25 giugno 1876. In quello scontro, il generale Custer e i suoi soldati furono travolti dai guerrieri pellerossa, guidati dal grande capo Toro Seduto. Fu l'ultima grande vittoria dei Sioux, ma non bastò a cambiare le sorti della guerra, terminata due mesi dopo con la resa degli indiani, che furono confinati nelle riserve. (d.f.)