Nelle foto dei Ris il percorso del killer
GARLASCO. Occhi puntati sulle foto dei Ris per ricostruire i passi del killer e capire se su quel percorso di morte hanno camminato solo le scarpe di Alberto Stasi. Avvocati e consulenti stanno esaminando le immagini contenute nelle relazioni presentate in procura. L'attenzione è concentrata su impronte e macchie da comparare con le dimensioni delle scarpe dell'unico indagato.
«Nelle relazioni - afferma l'avvocato Giuseppe Colli, uno dei difensori di Alberto - abbiamo trovato più elementi in grado di dimostrare che il giorno del delitto nella villa di via Pascoli è entrata anche una persona diversa da Alberto. Adesso che abbiamo a disposizione le foto dei Ris, la nostra valutazione resta identica e basata su elementi che per ora non posso anticipare». Elementi che verranno indicati nella relazione che sta elaborando il professor Francesco Maria Avato, consulente della difesa. «Una parte della relazione - continua Colli - sarà dedicata all'analisi dei luoghi, un'altra ai reperti. Il tutto sarà sintetizzato nelle conclusioni». Anche il legale e il consulente della famiglia Poggi, l'avvocato Gianluigi Tizzoni e il dottor Marzio Capra, puntano sulle foto scattate dai Ris per ricostruire quanto avvenuto il 13 agosto nella villa dove Chiara è stata uccisa. Alle immagini contenute nella prima relazione si aggiungono quelle inserite nella documentazione presentata in procura dal colonnello Luciano Garofano, comandante dei Ris. «Procederemo ad una comparazione - spiega Capra - per capire se possano dirci qualcosa di più. Le foto delle due relazioni, infatti, potrebbero essere state scattate da distanze o posizioni diverse. Potrebbero essere più o meno nitide e l'esame potrebbe aiutarci a capire meglio cosa sia successo». Per esempio, capire le dimensioni di una mattonella e confrontarla con le scarpe di Alberto Stasi per vedere se la superficie sia stata calpestata solo da calzature di numero compatibile con quelle indossate dal fidanzato di Chiara o invece, come sostiene la difesa, anche da scarpe più piccole. «Finora, a dire il vero - continua Capra - non abbiamo trovato elementi che facciano pensare alla presenza di una persona diversa in casa».
Analisi scientifiche e valutazioni giuridiche. Gli investigatori sembrano invece molto scettici sull'importanza delle testimonianze di cartomanti o sensitivi. «Elementi che difficilmente saranno presi in considerazione», affermano gli inquirenti che non sembrano intenzionati ad interrogare il cartomante che sostiene di essere stato in contatto con Chiara.