Cava non si accontenta

CAVA MANARA.E' stata una vittoria più difficile di quanto si potesse pronosticare alla vigilia: l'Isauto Cava Manara ha dovuto soffrire con un supplementare per avere ragione dell'ostico Garbagnate. Alla fine, comunque, sono arrivati quei due punti che mantengono i pavesi, a quota 16, in scia alle capoliste Vimercate ed Ebro Milano (18). «Se all'inizio della stagione mi avessero detto che prima della sosta avremmo perso solo quattro partite, sarei stato soddisfatto - dice il team manager Paolo Boesso -. Le squadre che ci stanno davanti meritano la posizione che hanno attualmente. D'altra parte, però, manchiamo in qualcosa. Abbiamo poca fiducia in noi stessi e molto nervosismo, in compenso. C'è qualcosa che non riusciamo a mettere in pratica dal punto di vista del gioco. Spero che la vittoria con Garbagnate faccia morale, perché non siamo ancora equilibrati dal punto di vista tecnico». Meno critico verso la squadra il dirigente responsabile dell'Isauto, Carlo Fiume: «Questi ragazzi fanno tanti sacrifici per allenarsi e giocare. E' una grossa soddisfazione vedere che siamo tra le prime del campionato, mentre altre formazioni più attrezzate di noi e con più disponibilità economiche di noi, arrancano. Non stiamo dimostrando, invece, di essere una società organizzata come la categoria richiederebbe: siamo pochi dirigenti che dobbiamo fare tutto e questo non va bene». Cava chiude il 2007 con un bilancio lusinghiero: nella passata stagione, da matricola, ha giocato i play off per salire in C1. Nella nuova stagione, dopo il ritiro di Boesso passato dietro la scrivania, il team allenato da Massimo Fiume ha dovuto trovare nuovi equilibri: gli innesti dei giovani Azzolini e Piantini, nonché degli esperti Zucca e Nicolini, ha portato una piccola rivoluzione e la ricerca di un amalgama che deve trovare ancora la giusta chimica. «E' indubbio che manca ancora una chimica di squadra - riprende Boesso -. Forse in questo momento ci manca quella figura che dia leadership: ci sono dei problemi nei momenti cruciali e questo non lo si può nascondere. Bisogna lavorare e farlo con umiltà per superare queste difficoltà».
Giovanni D'Introno