Crisi Seril, ore decisive

VOGHERA.Stanno per venire al pettine i nodi irrisolti della vertenza Seril. Giovedi, la delegazione sindacale formata da Michele Fucci (Fiom-Cgil) e Nadia Zambellini (Fim-Cisl) incontrerà ad Assago i vertici di Ceva, la società del gruppo Fiat dalla quale potrebbe dipendere la sopravvivenza dell'azienda metalmeccanica di Bastida Pancarana (verniciatura industriale). I sindacati chiederanno di chiarire le ragioni che hanno portato al mancato accordo fra la stessa Ceva e la proprietà di Seril (il gruppo piacentino Bertola), che sperava nel rinnovo delle forniture da cui dipende circa l'80% della produzione, ma che ha ottenuto una risposta negativa.
L'esito dell'incontro del 20 avrà conseguenze decisive sulla riunione davanti all'Agenzia regionale del lavoro, in programma l'indomani a Milano. Se i sindacati otterranno da Ceva la disponibilità a riallacciare i rapporti con Seril, o quantomeno manifesteranno qualche spiraglio in tale direzione, potrebbero sollecitare una deroga dei termini della procedura di mobilità, che al momento dovrebbe scattare dal Capodanno 2008 per gli 83 dipendenti in forza allo stabilimento di Bastida.
Ma se, al contrario, Ceva manifesterà una netta chiusura, i sindacati quasi certamente si rifiuteranno di firmare il verbale d'intesa con Seril che consacrerebbe il ricorso alla mobilità, e potrebbero impugnare i licenziamenti.
A meno che non vengano messi nero su bianco i nomi dei nuovi partner in affari di Seril (ci sono voci anche su un interessamento del gruppo Montini, già proprietario di Seril), destinati a rilevare il ruolo di Ceva.