Freddo, record di consumi elettrici

ROMA. Il freddo spinge i consumi elettrici dell'Italia che volano al nuovo record storico di 56.810 megawatt. Lo rende noto Terna, la società che gestisce la rete nazionale di trasmissione, spiegando che il nuovo massimo - cui contribuisce anche la maggior richiesta legata alle prossime festività e la maggior illuminazione necessaria in questo periodo dell'anno - non crea comunque problemi alla copertura del fabbisogno sistema: «I margini di riserva sono adeguati a mantenerlo in equilibrio».
Il nuovo record storico è stato toccato ieri alle 17.30, spiega Terna sottolineando che il nuovo massimo di 56.810 MW «è superiore di 221 megawatt rispetto al record precedente (56.589 MW il 20 luglio 2007) e di oltre 2.400 megawatt a confronto con il record invernale del 2006 (54.387 MW il 13 dicembre 2006)». Gli oltre 2.400 MW di differenza del nuovo picco corrispondono ad un valore superiore al consumo di una grande città come Roma. A spingere la domanda di elettricità del paese - ribadisce Terna - gioca in primo luogo - «l'ondata di freddo intenso che sta attraversando l'Italia, soprattutto al Sud, caratterizzato da un brusco abbassamento delle temperature ed al massiccio ricorso agli apparecchi di riscaldamento». Un peso sull'andamento dei consumi è dato poi dal «ricorso all'illuminazione artificiale fin dalle prime ore del pomeriggio a causa della progressiva riduzione dell'apporto di luce naturale di questo periodo dell'anno». In termini percentuali, dal 2000 al 2007 il fabbisogno massimo invernale è aumentato del 14,3%, quello estivo del 19,4%.
Ha smesso di nevicare nella gran parte delle regioni della dorsale adriatica colpite nei giorni scorsi dall'ondata di maltempo, che sembra però ora spostarsi sul versante tirrenico. In Toscana permane lo stato di allerta alle 12 di oggi. A Torino, intanto, è arrivata la neve.
Per 48 ore la Sardegna è stata paralizzata dal gelo. Strade bloccate, scuole chiuse, black-out elettrici: le abbondanti nevicate e il freddo polare hanno provocato grossi disagi alla popolazione, soprattutto nelle zone interne della regione, dove le strade sono bloccate dalla coltre bianca che in molte località supera i 40 centimetri. A Nuoro e in Gallura i sindaci hanno deciso la chiusura delle scuole e degli uffici pubblici per due giorni. A Nuoro il peso della neve ha abbattuto numerosi alberi e ha fatto crollare una tensostruttura vuota, allestita nei giardini pubblici. Le abbondanti nevicate hanno causato il crollo a Tempio Pausania dello storico Teatro Tenda, utilizzato durante le notti carnevalesche: i danni si aggirano intorno alle centinaia di migliaia di euro. Nel Sassarese, uno scuolabus con 11 bambini a bordo, delle elementari e medie, è rimasto bloccato dalla neve sulla strada Ploaghe-Chiaramonti, in direzione di Tempio Pausania. Gli alunni sono poi stati tratti in salvo grazie all'arrivo di un fuoristrada dei carabinieri. Inoltre gran parte del centro-nord della Sardegna è rimasta al buio a causa di un black out elettrico provocato dal maltempo. Dal pomeriggio la situazione poi è tornata pian piano verso la normalità.
A Trieste soffia la bora, mentre in Friuli- Venezia Giulia comparsa la neve, in particolare nella zona del Tarvisiano. Il vento da Est-Nordest ieri mattina intorno alle 7 ha fatto registrare raffiche a 116 chilometri all'ora, mentre la media è di 55. La minima più bassa è stata registrata sul Monte Lussari, con -12, seguita dal Monte Zoncolan con -10, mentre la città più fredda è Pordenone con -2, seguita da Gorizia (-1) e Udine (zero).
Non nevica più in Umbria ma la situazione è ancora critica con la statale Flaminia intransitabile, per centinaia di veicoli bloccati durante la notte, da Nocera Umbra a Fossato di Vico. La neve ha cessato di cadere su quasi tutta la Puglia, ma le condizioni del tempo rimangono brutte e i disagi notevoli soprattutto a causa di una tromba d'aria che si è abbattuta nel Salento e per le piogge torrenziali che per quasi tutta la giornata sono cadute soprattutto in provincia di Bari.