«Lezione di stile»
ROMA. «Un gesto di stile» le dimissioni di Roberto Speciale, ma ora devono lasciare il governo Padoa-Schioppa e Visco. Con alcune varianti e qualche eccezione, il centrodestra ha scelto questa linea. Forza Italia parla di 'due schiaffoni" (Paolo Bonaiuti) inferti al governo, prima dal consiglio di Stato con il reintegro di Pieroni alla Rai e poi con il Tar su Speciale.
La notizia ha colto di sorpresa Forza Italia, come si capisce da Renato Schifani. Il capogruppo al Senato rivela stizza quando afferma che a dimettersi dovevano essere Padoa-Schioppa e Visco e non Speciale. Il governo mostra «arroganza triste e pericolosa». A Prodi, che ha definito «irrituale» la lettera a Napolitano, Scajola oppone che irrituali sono semmai i ministri, non il generale.
Di stile e senso dello Stato parla Altero Matteoli di An, dicendosi «certo» che al gesto di Speciale seguirà quello dei due membri di governo. Per Alemanno, ora «dovrebbe» dimettersi Padoa-Schioppa, «vero responsabile» della vicenda Per Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera, è «pura utopia» pretendere le dimissioni di TPS e Visco. Per l'ex ministro Maurizio Gasparri, alle prese con le accuse di «Repubblica» sull'uso improprio del «dispositivo aeronavale» della Guardia di finanza, deve imitare Speciale Padoa Schioppa, definito «uomo squalificato». Prima che si sapesse della lettera di Speciale a Napolitano, Gasparri aveva detto che il capo dello Stato «assiste muto e inerte a questo scempio delle istituzioni». La variante del leghista Calderoli è che si dimetta Prodi, se non lo fa Padoa-Schioppa. L'Udc Baccini dice che sono «gravissime» le responsabilità di Padoa-Schioppa. Gianfranco Rotondi si dice certo che, per difendersi, Speciale «entrerà in politica», «tanto meglio» se lo farà scegliendo il centrodestra.(r.v.)