Vaccari, un commosso addio
VOGHERA.Una vita per lo sport, per la boxe, per i suoi ragazzi, per la sua palestra, senza trascurare la famiglia e il lavoro. E cosi ieri pomeriggio la città ha voluto ricambiarlo e Voghera si è stretta attorno alla famiglia di Emilio Vaccari, più conosciuto come Peppino, fondatore e storico direttore sportivo della Boxe Voghera. E cioè una società che ha avvicinato allo sport generazioni di giovani, portando qualcuno al successo: un nome su tutti, quello di Giovanni Parisi. Ieri pomeriggio alle 14.15 sono stati celebrato i funerali di Peppino Vaccari, nella chiesa di San Rocco. «Mio padre era una persona splendida - ricorda la figlia Elena Vaccari, anche lei conosciutissima in città visto che è uno dei medici di famiglia vogheresi - Attaccato alla vita, alla famiglia, allo sport e alla sua boxe. Non si è mai risparmiato. Prima ha portato avanti la sua passione sportiva per anni, nei ritagli di tempo. Ha lavorato per decenni in ferrovia, come impiegato, fino a raggiungere la qualifica di capogestione. Poi era andato in pensione una trentina d'anni fa, a 56 anni, dato che aveva iniziato a lavorare giovanissimo. Da quel momento si era dedicato anima e corpo alla sua creatura, la società sportiva, e alla boxe in generale. Insieme alla famiglia, la boxe era la sua vita. Era un uomo pieno di vita e di energie, a dispetto dell'età. Fino a pochi mesi fa andava due volte alla settimana a Milano, alla federazione boxe, dove lui aveva degli incarichi importanti». Emilio Vaccari, infatti, era vice presidente del comitato regionale lombardo della Federboxe: ma tutti a Voghera lo ricordano come uno dei fondatori dell'unica società di pugilato vogherese, nella quale sono cresciuti grandi atleti, fra cui l'olimpionico e campione del mondo Giovanni Parisi ed il campione italiano e intercontinentale dei supergallo Vincenzo Gigliotti. Ieri al funerale c'era tutto il mondo della boxe pavese: tra gli altri Giovanni Parisi, Livio Lucarno, e Giancarlo Mezzadra. «Si è ammalato nel luglio di quest'anno - conclude la figlia - di tumore al fegato. Ha fatto lunghe cure presso la Maugeri, è stato seguito in continuazione dal dottor Belloni, che voglio ringraziare, ma purtroppo non è stato possibile fermare la malattia». (p.fiz.)