Sbarramenti anti-intrusi in Provincia, è polemica
PAVIA. Da gennaio i tornelli faranno la loro comparsa nelle sedi della Provincia. Sono due le ditte in gara per l'installazione delle sbarre di protezione volute dalla giunta Poma, strategia finalizzata a evitare episodi di aggressione, come altri avvenuti nel recente passato. Ma quelle sbarre di protezione, non convincono affatto la minoranza, che ancora l'altra sera, durante l'ultimo consiglio provinciale, ha puntato il dito contro la spesa che ciò comporta: circa 200 mila euro. «Secondo noi è uno spreco», ha sottolineato Valerio Bonecchi, capogruppo Pd in consiglio.
Ci ha pensato Poma a ricordare perchè si è arrivati alla decisione di proteggere le sedi della Provincia, con l'installazione dei tornelli (che per altro si rivelano un sistema per controllare pure i dipendenti in uscita), ma anche con l'impiego di una guardia giurata (il costo è di 9mila euro per due mesi).
«Personalmente ho registrato almeno quattro episodi delinquenziali avvenuti nelle nostre sedi - ha spiegato - In un caso uno sconosciuto era entrato con un coltello ed è stato bloccato da uno dei nostri usceri; altri due episodi si erano verificati nella sede di Strada Nuova: persone in stato di alterazione che cercavano di passare per individuare un funzionario. Infine, l'ultimo episodio risale all'estate scorsa, quando un uomo, poi identificato, è entrato nel mio studio al primo piano e mi ha rubato il portafoglio».
«La conclusione che ne traiamo è che pensare alla sicurezza come sistema di controllo degli accessi alla Provincia non è sbagliato - ha concluso - Impegnare le risorse in altro modo? Sono diversi gli obiettivi da raggiungere. Sono importanti sia le scuole che le strade, ma anche la sicurezza lo è. Sono assolutamente convinto della bontà della scelta fatta. Lo stesso problema è stato percepito dal Comune di Pavia, che ora intende regolamentare gli accessi con personale di servizio».
A suscitare questo intervento di Poma in consiglio provinciale è stata un'interpellanza dell'opposizione, che da tempo definisce «superflua questa spesa».
«E' indubbio che le misure di sicurezza debbano essere prese - ha ribattuto Bonecchi - Dd esempio negli edifici giudiziari. Riteniamo comunque che la Provincia potesse impegnare i 200mila euro dei tornelli e della guardia giurata in altro modo. Quanti fra di noi amministratori pubblici non hanno dovuto affrontare nel corso del mandato persone esagitate o violente? Ciò nonostante, fortunatamente, siamo ancora qui».
«Questa scelta della provincia rappresenta un problema politico - ha detto Teresio Forti (Rifondazione) - Le risorse finanziarie scarseggiano, quindi secondo noi è giusto che si spendano soldi per affrontare il problema sicurezza in altro modo, ad esempio con un controllo dei pass all'ingresso». Continuiamo a fare variazioni di bilancio perchè non ci sono soldi, e poi investiamo quasi 200 mila euro sulla sicurezza».
Il dibattito è aperto. Il consigliere dello Sdi Rosa nel pugno, Fabio Zucca, ha presentato una seconda interpellanza sul tema sicurezza. Chiede di conoscere «i criteri per l'affidamento a società di vigilanza privata del servizio presso la sede dell'Amministrazione provinciale»; «la tipologia dei sistemi tecnologici messi a bando di gara»; nonchè «quale sarà il futuro del personale oggi addetto ai servizi di portineria».