Sanità disastro in Calabria «E' un'emergenza nazionale»

ROMA.Eva, 16 anni, è morta in un reparto dove tre medici su quattro non avevano mai fatto una tracheotomia, un caso che si traduce nella parola imperizia. E' morta in un ospedale dove praticamente tutti i reparti erano fuori regola. E questo è accaduto in una regione, la Calabria, che ha portato il consiglio dei ministri a dichiarare per la prima volta lo stato di emergenza socio-sanitaria (i precedenti riguardano infatti solo le emergenze come la Sars).
Una situazione drammatica su cui sono in corso numerose indagini. Dai primi dati, riferiti dal ministro della Salute Livia Turco in commissione Sanità del Senato, il quadro appare già più grave di quello che ci si immaginava. Le carenze che la relazione del ministro della Salute hanno indicato, attraversano l'intera catena organizzativa: il reparto di Otorinolaringoiatria con quattro medici, di cui tre precari senza esperienza di tracheotomie. Un fatto incomprensibile, ha subito commentato il presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama, tale da far pensare proprio «a un caso di imperizia e di mancanza di strumentazione adeguata». E' prassi, ha infatti spiegato Marino che in ogni curriculum medico siano indicati i tipi di interventi realizzati, oltre alle specializzazioni. «Si tratta di un intervento fondamentale e salvavita che ogni chirurgo, otorino e anestesista rianimatore - ha concluso - dovrebbe saper condurre». Ma la ragione presenta anche altre cinque strutture ospedaliere «non in grado di dare risposte sanitarie concrete nella Piana di Gioia Tauro»: si tratta degli ospedali di Polistena, Palmi, Gioia Tauro, Taurianova e Oppido Mamertina. In quest'ultimo, come era già emerso in un'altra indagine parlamentare, paradossalmente la struttura era cosi fuori norma da avere istallato i termosifoni sulle pareti esterne. La relazione del ministro della Salute consegnata in commissione Sanità del Senato sulla situazione in Calabria parla di strutture vecchie e a volte fatiscenti, senza comfort alberghiero, con irrilevante capacità ricettiva e con difficili collegamenti con la viabilità principale. «Il solo ospedale di Polistena possiede le potenzialità per fornire un livello accettabile di assistenza sanitaria, purchè si effettuino seri interventi di ammodernamento e adeguamento». La relazione indica una delle soluzioni nella creazione del nuovo ospedale della Piana, con 300 posti letto. Indice puntato anche per Catanzaro: «è opportuno realizzare una struttura ex-novo» piuttosto che continuare ad investire nel vecchio ospedale 'Pugliese'. Toccherà ora alla Protezione Civile vigilare affinchè i fondi messi a disposizione con un accordo ministero-Regione Calabria vengano utilizzati bene e correttamente. Una supervisione necessaria a garantire che le infiltrazioni mafiose trovino nuovi ostacoli.