Si gira un documentario su Kienerk a Pavia


PAVIA. Un museo e un documentario d'arte dedicato a Giorgio Kienerk che fu pittore, scultore e grafico e direttore della Scuola civica di pittura di Pavia, ma soprattutto una figura decisiva per la cultura artistica locale. A Pavia visse per oltre trent'anni, lasciando in città tante testimonianze della sua attività artistica. E da ieri Gianluca Paoletti, regista nonchè docente di Cinema all'università di Pisa, insieme al suo aiuto Domenico Zazzara le stanno riprendendo per documentare il lavoro svolto da questo macchiaolo fiorentino chiamato a Pavia nel 1905 a dirigere la Scuola civica di pittura. Scuola che ammodernò e mantenne attiva e vivace fino al 1934.
Ieri le telecamere erano in università per immortalare i busti scolpiti da Kienerk che ornano l'Aula Scarpa, ma anche per ritrarre lapidi e medaglioni collocati nei cortili e nel Museo dell'ateneo.
Questa mattina si girerà all'interno dei Musei Civici di Pavia dove sono conservate diverse opere dell'artista fiorentino, ma anche al cimitero di San Giovannino dove si trovano alcuni monumenti funebri da lui firmati. Tutto ciò senza dimenticare il suo atélier alla Scuola civica di pittura che sorgeva davanti al collegio Ghislieri. Altre parti verranno girate a Firenze e soprattutto a Palazzo Pitti dove si trovano molte opere dell'artista.
Vittoria Kienerk, figlia del pittore, è entusiasta di essere di nuovo a Pavia: «Ho vissuto qui dal '21 al 36. Qui ho studiato dapprima alle elementari Carducci, poi alla De Amicis fino ai tempi del ginnasio al Foscolo. Li ricordo come gli anni più belli della mia vita. Io e mia mamma a Pavia abbiamo lasciato il cuore».
Il filmato diventerà il perno di un museo intereamente dedicato a Kienerk che sorgerà a Fauglia, paese in provincia di Pisa dove l'artista visse negli ultimi suoi anni. «Lo aprireremo a giugno o a settembre - spiega la futura curatrice, Giovanna Bacci di Capaci - Il museo occuperà tutta l'area delle vecchie prigioni di Fauglia. Sei celle con i soffitti a volta, un grande corridoio e altre stanze che ospiteranno le opere donate al Comune da Vittoria Kienerk». Una quarantina di dipinti, disegni, sculture, gessi, materiale fotografico, block notes con schizzi e annotazioni. E poi la tavolozza con i colori, ma anche l'ombrello che utilizzava per dipingere all'aria aperta. «Questa è soltanto il primo lotto della donazione», spiega Vittoria Kienerk che tra l'altro sta per portare a compimento un altro importante lascito: si tratta della donazione al Museo per la storia dell'università di Pavia di diari, lettere, fotografie e documenti del nonno materno Arturo Marcacci, stimato professore di fisiologia all'ateneo pavese nel primo Novecento nonchè grande amico di Camillo Golgi.

Linda Lucini