Il vescovo ritorna per il patrono
PAVIA.Il Vescovo ha regalato ai fedeli, nonostante l'appena conclusa degenza in ospedale, la sua presenza al tradizionale pontificale di san Siro, ieri alle 18 nella chiesa di Santa Maria del Carmine. Le sue condizioni stanno migliorando, anche se ovviamente non è stato lui a dire la messa ed è rimasto seduto a un lato dell'altare per tutta la durata della cerimonia. Appena prima dell'inizio della funzione è quindi stato annunciato l'arrivo di monsignor Giovanni Giudici.
L'usuale suggestività della cerimonia si è percepita come ogni anno. Presenti, oltre i numerosissimi fedeli, i rappresentanti delle istituzioni locali e, come da tradizione, tutti i sacerdoti pavesi. La festa di San Siro è stata, come ogni anno, occasione propizia per rinnovare la devozione al primo vescovo pavese e per chiedere il suo aiuto e la sua intercessione per la nostra chiesa diocesana.
San Siro incarna la figura di missionario che, venendo da lontano, non solo evangelizza la nostra terra ma anche stabilisce una comunità fondata sul dono spirituale degli apostoli, di cui egli è partecipe e continuatore. Proprio in ragione della carità apostolica da lui vissuta, la diocesi pavese ha inteso nella sua festa, soffermarsi sul tema della carità, citata durante l'omelia come frutto della fede e sorgente dell'impegno a evangelizzare anche oggi la nostra cultura e la nostra gente.
Messa di San Siro un po' differente dal solito, quindi, quest'anno, per diverse ragioni: prima di tutto la cerimonia è stata celebrata il giorno successivo la festa del nostro Santo Patrono perché la domenica è giorno santo perciò l'altroieri sono state celebrate le messe ordinarie. In secondo luogo la chiesa non è stata il tradizionale Duomo, a causa dei restauri che lo stanno interessando, ma la chiesa del Carmine e la cerimonia è stata anche occasione di inaugurazione dai restauri in quest'ultima. Infine la messa non è stata pronunciata come di consueto dal vescovo di Pavia ma dal vicario don Adriano Migliavacca.
Giulia Cimpanelli