Una fine atroce



Una vampata di olio bollente e fuoco, violentissima: l'esito delle prime autopsie sui corpi di tre delle quattro vittime è la conferma atroce della tragedia avvenuta alla ThyssenKrupp. E cioè quello che si è detto fin dal primo momento: prima il trafilamento di olio da un tubo sulla linea 5 del reparto trattamento termico, poi la sua rottura e la trasformazione in lanciafiamme contro gli operai. Una carneficina contro cui non è stato possibile fare nulla: gli estintori, come hanno denunciato fin dal primo momento gli operai, non avrebbero funzionato. «Gli estintori venivano caricati regolarmente», si è però difeso Fabrizio Canestri, titolare della filiale torinese della Cma, la ditta bresciana che ha in appalto il servizio di manutenzione degli estintori. I medici legali Alessandro Giordano e Gian Battista Golè hanno eseguito le autopsie sui corpi di Antonio Schiavone, Roberto Scola e Angelo Laurino. La quarta, quella sul cadavere di Bruno Santino, sarà eseguita oggi dal medico legale Roberto Testi. Successivamente saranno confrontate, per poi presentare una prima anticipazione alla procura. I consulenti hanno 60 giorni di tempo per presentare la relazione. Sul fronte più prettamente giudiziario, rimane fermo per ora a tre il numero di dirigenti della società che sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'ipotesi di accusa di disastro colposo, omicidio e lesioni colpose.