Illecito spiare il ministro Mastella
ROMA. Nuova azione disciplinare nei confronti del sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris. Ed è la terza volta che l'accusa - con una «riformulazione decisa e profonda, non di pura cosmesi», fà presente una voce autorevole del Consiglio superiore della magistratura - aggiusta il tiro degli addebiti mossi al discusso pubblico ministero. Il procuratore generale della Cassazione - con atto del 6 dicembre, inviato al Csm - lo ha, infatti, questa volta «incolpato» di aver acquisito e utilizzato i tabulati delle conversazioni telefoniche del ministro della Giustizia.
Il che non poteva avvenire senza la preventiva richiesta di autorizzazione alla Camera di appartenenza (il Senato, nel caso di Clemente Mastella), cosi come previsto dalla legge Boato del 2003. «Mi sono ripromesso di non commentare. Ma se è cosi - ha detto il leader dell'Udeur a proposito della nuova incolpazione che pende sul magistrato - mi rendo conto che sono a rischio la mia libertà personale e le mie prerogative costituzionali come rappresentante del Parlamento». In particolare, per il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli, il pm De Magistris ha commesso violazione «con grave ed inescusabile negligenza» per non aver richiesto preventivamente a Palazzo Madama, il 'nulla osta' per l'acquisizione dei tabulati telefonici relativi ad una utenza del Guardasigilli. Il decreto di acquisizione dei tabulati, firmato da De Magistris, risale al 20 aprile scorso «nonostante dagli atti - afferma il pg di Piazza Cavour - risultasse che l'utenza era intestata al senatore Mastella». L'illecito commesso dal pm sarebbe stato accertato lo scorso 20 novembre dalla procura di Roma, su richiesta della procura generale.
Alla sezione disciplinare del Csm, dunque, è cosi arrivato un altro po' di materiale - oltre alle contestazioni per le dichiarazioni su collusioni tra politica, affari e magistratura e sui complotti per fermare le sue inchieste - che rimpolpa il «j'accuse» al pm. Palazzo dei Marescialli, stando al calendario dei lavori, tornerà ad occuparsi della vicenda il prossimo lunedi 17 dicembre: i togati - a quanto si è appreso - preferirebbero che, in qualche modo, si andasse verso il «non luogo a procedere» per la richiesta di trasferimento d'ufficio. E che, insomma, il caso venisse affrontato in un plenum a porte aperte, che eviti le fughe di notizie, e, soprattutto, che porti ad una rapida decisione «nel merito» sgombrando il campo delle «illazioni» sul sospetto che si voglia fermare De Magistris perché indagava il Guardasigilli. La ricerca di una via d'uscita verso questa soluzione è complicata dal fatto che c'è - contemporaneamente - un'iniziativa disciplinare promossa da Mastella.
Ma - a differenza di quel che è accaduto per il gip di Milano Clementina Forleo - difficilmente, prevedono in tanti a Palazzo dei Marescialli, sull'apertura della procedura di trasferimento d'ufficio per De Magistris, ci sarebbe l'unanimità.