Prodi: «Africa più stabile, Europa più sicura»

LISBONA. Quaranta milioni di euro per aiutare la pace nel continente africano, l'intenzione di mettere l'Africa al centro dei lavori del G8 durante la presidenza italiana del 2009, convinti che «se l'Africa è più stabile, l'Europa sarà più sicura». Sono i punti centrali dell'intervento del presidente del Consiglio Romano Prodi al vertice di Lisbona.
Intervenendo durante la Prima sessione in qualità di relatore sui temi delle infrastrutture, del commercio e dello sviluppo, Prodi annuncia il piano «Africa Peace Facility», quaranta milioni di euro destinati ad aiutare gli sforzi di pace e di ricostruzione nel continente africano e gestiti dall'Unione Africana. Un rapporto, quello fra i Paesi delle due sponde del Mediterraneo, che secondo Prodi va rilanciato con vigore. Aprendo il suo discorso Prodi rievoca l'emozione del primo vertice Ue-Africa del Cairo, sette anni fa: «Allora - afferma Prodi - ero presidente della Commissione Europea e anche allora c'era una presidenza portoghese, per questo Lisbona merita un doppio ringraziamento». Entrando nel merito delle questioni, Prodi sottolinea come sia venuto il momento «di lavorare insieme sul serio» perchè, «oggi più che mai l'Europa ha bisogno dell'Africa e l'Africa ha bisogno dell'Europa». Un punto ribadito ancora una volta da Prodi secondo cui finchè gli europei «saranno percepiti come italiani, spagnoli, tedeschi, portoghesi, inglesi non riusciranno a lavorare con gli amici africani». Per quanto riguarda il commercio, Prodi sottolinea che è un campo «propedeutico allo sviluppo. In particolare gli Economic partnership agreement (Epa) - secondo Prodi - devono tener conto del fatto che non vi sono ricette a carattere generale e che ciascuna liberalizzazione «ha i propri tempi e le proprie modalità e che i mercati e i prodotti locali vanno sempre salvaguardati». Circa l'esigenza sempre crescente di infrastrutture, Prodi rilancia gli sforzi nel settore delle reti trans-europee di comunicazione, alta velocità, in grado di promuovere lo sviluppo delle aree periferiche. In particolare, su questo tema, Prodi invita l'Europa a non aver paura dei grandi flussi finanziari che arrivano in Africa dalla Cina e dall'India: «La Cina è uno stimolo per l'Europa in Africa e non un pericolo, l'Europa deve lavorare con la Cina anche in Africa, insieme all'Africa». Romano Prodi chiude il suo intervento ribadendo il suo ottimismo e la sua passione per il continente africano: «Ho una grande fiducia nell'Africa, è li che c'è l'origine di tutto. Non è - precisa - una fiducia disinteressata, perchè se l'Africa è più stabile, prospera e sicura, saranno più stabili, prosperi e sicuri l'Europa e il mondo intero».
Venerdi il leader libico Muammar Gheddafi aveva sostenuto che «le potenze coloniali devono versare compensazioni ai popoli colonizzati e rimborsare le ricchezze che hanno saccheggiato». E difficoltà c'erano state anche per la presenza al vertice del presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, che ha indotto il premier britannico Gordon Brown a disertare l'appuntamento. «Sepro che questa atmosfera di cooperazione riesca anche a far sorgere una mediazione su questo tema» ha detto ieri Prodi.