Stangata: 1300 euro in più a famiglia
ROMA. Una stangata senza fine, che colpisce 23 milioni di famiglie italiane. I dati li forniscono i consumatori, l'Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, l'Istat. L'Agenzia Ansa elabora anche una classifica italiana delle città più care e meno care in base al prodotto o servizio. Ogni anno le famiglie italiane, dicono Adusbef e Federconsumatori, spendono 29mila 500 euro per cibi, servizi, assicurazioni, trasporti. O meglio spendevano. Perché già quest'anno si dovranno sborsare 1216 euro in più. Cifra media che, come dimostrano i dati del ministero, può cambiare in modo radicale da città a città, da regione a regione (un caffé a Bolzano costa 1 euro e a Bari 66 centesimi). E questo è niente: nel 2008 la stangata sarà di 1360 euro grazie ai rincari di acqua e rifiuti, 20 e 30 euro in più. «Colpa della scarsa concorrenza e delle mancate liberalizzazioni», dice il ministro degli Affari regionali, Linda Lanzillotta.
E qui è chiaro che «la butta in politica» perché la sua riforma (con liberalizzazione e privatizzazione) dei servizi pubblici giace al Senato bloccata dai veti incrociati, tanto che si pensa di infilarla in Finanziaria. Finanziaria che conterrà l'istituzione di un garante dei prezzi, il Mister prezzi reclamizzato da mesi e che era entrato e uscito da decreto fiscale e Finanziaria. Ora rientra con un emendamento votato nella notte in Commissione Bilancio. Sarà nominato dal presidente del consiglio, resterà in carica tre anni e dovrà vigilare sull'andamento dei prezzi riferendo anomalie al ministro dello Sviluppo economico e all'Antitrust.
«Tutto ciò che possa contribuire a verificare, controllare e possibilmente prevenire l'aumento di prezzi e tariffe è cosa utile», dicono Adusbef e Federconsumatori. Che chiedono, però, è che «la figura sia dotata anche di poteri sanzionatori». Critici invece al Codacons: «Mister prezzi è completamente inutile».
La stangata del 2008 vedrà il suo fulcro nelle bollette per i rifiuti e l'acqua. L'aumento medio dell'acqua sarà del 14,7%, da 120 a 140 euro, mentre la tassa rifiuti passerà in media da 210 a 240 euro. Nelle medie sono registrate le disparità fra regioni e comuni. Con una particolarità: Livorno è la città in cui si paga di più sia per l'acqua (1,48 euro al metro cubo), che per i rifiuti (prima nel Centro-nord con 321 euro). L'acqua costa sempre meno che nel resto d'Europa, osserva Federutility, dove la media è 1,91 euro, ma le differenze fra zona e zona sono forti. Stessa cosa per i rifiuti dove una casa di 100 metri quadrati di Caserta paga 393 euro e 95 a Reggio Calabria.
Quest'anno gli aumenti sono presto individuati: 15% per il pane (59 euro in più a famiglia), 22% per la pasta (42 euro), 5% la carne (72 euro), 15% latte e formaggi (118 euro), 10% pesce (48 euro), tanto per citare alcuni generi. Poi c'è il 4,5% di aumento dell'assicurazione della macchina, il 4% delle banche, il 15% dei trasporti, il 15% della benzina e via andando. Sulle banche, denunciano Adusbef e Federconsumatori, «c'è da sottolineare l'incredibile arroganza a non ottemperare alla legge rispetto alla questione dei mutui». Mutui, dicono i consumatori, che graveranno quest'anno sulle famiglie per 288 euro e il prossimo per 500-550 euro. Nel 2008, fanno sapere ancora i consumatori, i prezzi aumenteranno in maniera sensibile nei trasporti (grazie agli aumenti delle Ferrovie e dei pedaggi autostradali si può prevedere 130 euro in più, benzina esclusa), cosi come negli alimentari, 420-440 euro in più.