«Non vogliamo quella ditta»

TORTONA. Duecentomila tonnellate all'anno di anidride carbonica che verranno immesse nell'atmosfera tortonese. E' questo uno dei principali motivi per il quale i circa mille abitanti della frazione di Rivalta si oppongono alla realizzazione dell'impianto di bioetanolo che la ditta Ibp di Guido Ghisolfi, con il benestare del Comune, vorrebbe realizzare sul territorio della frazione, alla periferia della città, a poca distanza dal centro urbano. Una netta opposizione ribadita l'altra sera durante un incontro non aperto al pubblico che il Comune ha organizzato con i rappresentanti dei sodalizi rivaltesi e dei cittadini.
All'incontro erano presenti gli esponenti della Soams, della Pro loco ed i membri del Comitato «Per Rivalta vivibile».
Presenti una quindicina di persone in rappresentanza dei mille frazionisti e dall'altra parte del tavolo, il sindaco Francesco Marguati, gli assessori Domenico Traversa, Franco Carabetta e Anna Carniglia oltre a numerosi consiglieri comunali, all'imprenditore Guido Ghisolfi e ai numerosi tecnici che si occuperanno della costruzione dell'impianto.
L'incontro, voluto fortemente dal Municipio, aveva lo scopo di dissipare eventuali dubbi della popolazione e di convincere gli abitanti ad accettare l'impianto. Il Comune, infatti, almeno per quanto riguarda la maggioranza si è sempre dichiarato a favore del medesimo.
Gli abitanti di Rivalta Scrivia, dopo aver ascoltato la relazione di Guido Ghisolfi sull'impatto che l'impianto avrà sul territorio (peraltro già esposta in una precedente riunione pubblica) hanno ribatto il loro no al progetto: «Se verrà realizzato l'impianto per la produzione di bioetanolo dal mais - ha detto il presidente del comitato, Enzo Pernigotti - Rivalta avrà un'industria in funzione 24 ore su 24 (anche di notte) per 350 giorni l'anno, che produrrà effetti devastanti per l'ambiente, con l'immissione nell'atmosfera di circa 200 mila tonnellate di anidride carbonica l'anno, alle quali vanno aggiunti l'inquinamento lumino e quello da rumore. Quell'impianto è inquinante e non deve essere realizzato né a Rivalta, né altrove. La quasi totalità degli abitanti è contraria a questo insediamento, anche se qualcuno ha cercato di strumentalizzare il nostro operato e di tagliarci fuori. Chiediamo di essere ascoltati e proponiamo di organizzare un referendum consultivo fra tutti gli abitanti della frazione affinché il Comune di Tortona possa comprendere che siamo tutti contrari».
I membri del comitato preannunciano nuove iniziative di critica e di contestazione nei confronti dell'amministrazione comunale: «Siamo molto arrabbiati - conclude Pernigotti - perché sindaco e giunta non stanno dimostrando alcuna sensibilità verso i bisogni della popolazione, ne terremo conto nelle dovute sedi. La nostra opposizione sarà totale».
Angelo Bottiroli