Schianto in autostrada, famiglia stroncata
MORTARA. Marito e moglie giovanissimi, con il figlio di due anni e l'annuncio di un altro bambino in arrivo. In auto verso casa, verso le ultime settimane di lavoro prima delle feste natalizie. In viaggio verso un futuro che non arriverà. Emanuele Palermo, 23 anni, la moglie Rosa Liberti, 22 anni, e il figlioletto Antonio, sono morti lunedi sera in un incidente sull'autostrada del Brennero, nel tratto della Valle Isarco fra il casello di Bressanone e quello di Chiusa.
La famiglia Palermo, di origine campana, risulta anagraficamente residente a Castelvolturno (Napoli), ma il dolore per la tragedia segna anche la Lomellina. Emanuele Palermo e la moglie erano infatti domiciliati da qualche tempo a Mortara, in via Turati. Il giovane operaio lavorava per la Italponteggi, azienda del gruppo veneto Marcato, che esegue lavori anche all'interno della raffineria di Sannazzaro. E altri familiari vivono in zona e svolgono la loro attività in imprese impegnate sul territorio. Il padre di Emanuele, Antonio, abita a Mede e il fratello Salvatore a Sannazzaro. Venerdi sera Emanuele Palermo aveva concluso il suo turno di lavoro. Lo attendeva un fine settimana intenso, ma pieno di gioia in compagnia del figlio e della moglie, che era in attesa di un altro bimbo. La mamma e il bambino erano in Germania da parenti. Emanuele li ha raggiunti e martedi stavano rientrando a casa, quando, verso le 19, la Lancia Libra condotta dal giovane operaio si è schiantata, dopo un testacoda, contro il rimorchio di un Tir parcheggiato su una piazzola di sosta.
Per la famiglia Palermo non c'è stato nulla da fare. Madre, padre e figlio sono morti sul colpo. Sulle cause dell'incidente sono in corso indagini. Non si esclude che il conducente possa aver perso il controllo della vettura per la patina di ghiaccio che si era formata sul fondo stradale. La notizia della tragedia avvenuta in Alto Adige è stata comunicata ai parenti che vivono in Lomellina. Il padre e il fratello, subito dopo essere stati informati, sono partiti per Bolzano e ora sono in attesa del nulla osta dell'autorità giudiziaria per il trasporto delle salme.
Emanuele Palermo, nato a San Giorgio a Cremano, era vissuto anche ad Acerra e a Castelvolturno. Cinque fratelli (tre femmine e due maschi), quella dei Palermo è una bella famiglia numerosa, unita negli affetti e separata solo dalle necessità lavorative. I maschi della famiglia viaggiano spesso per lavoro seguendo l'attività delle imprese di cui sono dipendenti. Emanuele conduceva già da qualche anno la vita dell'operaio specializzato sempre in giro per l'Italia. Ma nel 2004 si era sposato e aveva deciso di mettere su casa a Mortara, dopo un periodo trascorso a Sannazzaro.
Si spostava dove lo mandava il suo lavoro di ponteggista specializzato, ma Mortara era la base da cui ripartire e in cui far crescere la famiglia, senza dimenticare però il legame con la terra d'origine. II dolore per la scomparsa di un'intera famiglia ha colpito anche i colleghi di lavoro, i vicini di casa e quanti avevano conosciuto Emanuele Palermo e la moglie. «Emanuele era un ragazzo d'oro - ricordano a Sannazzaro, dove aveva vissuto per qualche tempo -. Molto giovane, ma già responsabile sul lavoro e nel suo ruolo di padre di famiglia». (ha collaborato Paolo Calvi)