Platini per il tetto salariale «Stipendi al 60% del bilancio»
PARIGI. Un calcio che non sia solo un «salvadanaio»; misure che rasserenino i rapporti tra le società e le nazionali; un «organismo di controllo per proteggere il calcio, per lottare contro la violenza, le scommesse illegali, il razzismo». Sono i punti enunciati dal presidente dell'Uefa Michel Platini. Che da tempo si è fatto paladino della «specificità sportiva» rispetto a quella politica ed economica in un settore che tanti club vorrebbero deregolamentato.
«In ogni epoca - ha detto Platini - i vincitori erano quelli che avevano più mezzi. Il Real Madrid con il suo stadio da 100 mila posti negli anni 50-60 staccava più biglietti; poi negli anni 80 le squadre dei grandi industriali italiani, Agnelli e Berlusconi. Poi l'esplosione dei diritti tv ha creato nuovi ricchi». Platini afferma che per lottare contro la corsa «al riarmo economico» si potrebbe discutere «l'inserimento di un tetto salariale dei club al 60 per cento del loro giro di affari per tentare di limitare l'inflazione dei salari». Platini ha poi parlato di indennizzi per i club quando i giocatori sono impegnati in nazionale e si è detto scettico sull'introduzione delle tecnologie per aiutare gli arbitri.