Una ricerca per chiedere più servizi per le famiglie con figli disabili
MORTARA.Quanti sforzi e quante energie ci vogliono per assistere un figlio disabile? A questa domanda hanno dato una prima risposta il presidente dell'Anffas di Mortara Annibale Acerbi e il direttore della Cooperativa Sociale 'Come Noi" Marco Bollani, che hanno presentato a Lecco, i risultati del progetto di ricerca Gps, 'Gestire percorsi sostenibili". Il progetto è stato realizzato dall'Anffas di Mortara con il Politecnico di Milano e di Lecco, con il centro di riabilitazione Villaberetta di Costamasnaga diretto dal professor Franco Molteni e con il Cerismas dell'università Cattolica di Milano: una ricerca con cui si è sperimentata la possibilità di misurare il carico assistenziale che una famiglia deve 'reggere" per assistere a domicilio il proprio figlio disabile.
«La ricerca è nata dall'ipotesi che le famiglie con figlio disabile, di fronte all'allungarsi della prospettiva di vita e dell'invecchiamento dei genitori, non riescono più a far fronte alle necessità del figlio - spiegano dall'Anffas - quindi è necessario potenziare i servizi residenziali e di comunità quando i genitori sono ancora in vita». La ricerca ha provato a misurare il peso retto quotidianamente dalle famiglie con un figlio disabile. L'analisi è stata effettuata grazie alla disponibilità delle famiglie dell'Anffas che hanno accettato di indossare per 3 settimane i rilevatori. I dati sono stati elaborati dall'ingegner Roberto Castelli del Politecnico di Milano, sotto la guida dalla professore Cristina Masella, con l'aiuto di un'équipe composta da Marco Bollani dell'Anffas di Mortara, responsabile del progetto, coadiuvato dalla dottoressa Sampò, psicologa, da Massimo Memmola del Cerismas, da Giovanna Palumbo e Franco Molteni. Osservate le dinamiche di 7 nuclei familiari composti in maggioranza da madre, padre e figlio che frequenta il centro diurno, è emerso che ogni famiglia deve dedicare mediamente 7 ore giornaliere di lavoro assistenziale da svolgersi a distanza molto ravvicinata, soprattutto a cura della madre: un'intensità che aumenta quando il ragazzo non frequenta il centro diurno, nei fine settimana. Il dato più significativo è che la vicinanza dei genitori al figlio non si azzera mai durante tutto l'arco della giornata in casa (s.m.)