Moschea, la pratica edilizia slitta «Mancano le condizioni viabilistiche»

VIGEVANO. «Via Tromello non può reggere, dal punto di vista viabilistico, un'affluenza di circa 400-500 persone al giorno: le strade che confluiscono in questa strada non superano i 3 metri di larghezza». L'assessore alla viabilità Luigi Sampietro (Lega Nord) lascia capire che difficilmente il Comune darà il via libera alla comunità islamica per la costruzione di un luogo di culto.
La parola 'moschea" è pronunciata con cautela a palazzo comunale, anche se è la semplice traduzione letterale del termine arabo masgid, vale a dire 'luogo di culto". Non è un caso che la maggioranza di centrodestra, in particolare la Lega Nord, si sia allarmata dopo l'apertura del sindaco, in un'intervista alla Provincia Pavese, rispetto al diritto degli stranieri residenti in città (ribadito anche dal vescovo) di avere un posto in cui pregare. Lo stesso sindaco ha voluto poi precisare di aver parlato di 'luogo di culto", e non di 'moschea". La sostanza non cambia (infatti la Lega Nord, in un documento, esclude anche l'ipotesi di un 'luogo di culto"), ma la forma è diventata un problema politico nel centrodestra. Anche gli stessi vertici della comunità islamica preferiscono non parlare di 'moschea", perché si sono resi conto che il termine rievoca nell'immaginario collettivo il profilo di cupole e minareti, e crea più di qualche preoccupazione all'interno dell'amministrazione. Attualmente la pratica per la realizzazione del 'luogo di culto" è all'esame dell'Ufficio edilizia privata e la comunità islamica sta aspettando di sapere se può ristrutturare o no il capannone, già acquistato (con l'autotassazione) in via Tromello, una strada periferica della città. «Tutto sarà rimandato - anticipa Sampietro - perché sotto l'aspetto viabilistico è impensabile l'arrivo di tutte quelle persone in via Tromello dove, tra l'altro, non ci sono nemmeno i parcheggi. Bisogna tenerne conto». Il capogruppo dell'Ulivo, Antonio Costa, ha posto una questione: «Si tratta di motivazioni tecniche o politiche?». L'assessore spiega che dagli uffici del settore urbanistico è partita la richiesta di un parere tecnico informale per i colleghi della viabilità. «E dalla viabilità arriva un parere negativo - dice Sampietro - In quella zona, tra l'altro, esistono già anche diversi progetti di villette, ci saranno parecchi insediamenti abitativi». Quindi, se l'Ufficio edilizia privata non dovesse approvare la pratica presentata dalla comunità islamica, i musulmani vigevanesi continueranno a ritrovarsi a pregare nell'officina dismessa di via dei Mulini, in pieno centro storico: una collocazione che, come ha spiegato pochi giorni fa uno dei responsabili della comunità islamica, sta creando molti problemi di convivenza con i residenti della zona. (d.a.)