Sangiorgio: bel gesto ma ci vuole anche lealtà
CASTEGGIO.«Sicuramente è un gesto significativo, che riconduce il confronto agonistico appena concluso nella sua vera prospettiva, quella puramente sportiva - commenta il tecnico del CasteggioBroni Claudio Sangiorgio - io dico però che per valere qualcosa, questo gesto deve esprimere una coerenza. Cioè non ci si deve limitare al saluto finale, ma da parte di ogni atleta bisogna ricercare un atteggiamento leale, corretto e sportivo in ogni momento: durante i novanta minuti innanzitutto, e poi durante gli allenamenti in settimana. Insomma in tutti i contesti della vita di un atleta il significato di questo gesto deve essere espresso». Sulla possibilità di estendere questa bella consuetudine anche alle categorie minori l'allenatore gialloblu dichiara: «Con me si sfonda una porta aperta, sono chiaramente favorevole anche perché mi sono sempre battuto per mantenere questo sport nei binari di un confronto corretto e puramente sportivo nel vero senso della parola». Anche il capitano del CasteggioBroni, Fabio Ardizzone, si dichiara nettamente favorevole all'introduzione del cosiddetto 'terzo tempo", appannaggio del mondo del rugby dove alla fine del match le squadre cenano anche insieme, non soltanto in serie A: «Mi pare che in serie D fosse consuetudine già dallo scorso anno stringere la mano a fine gara, nel cerchio di centrocampo, con i propri avversari. Un gesto simbolico e forse non cosi significativo come quello avvenuto in Fiorentina-Inter, ma comunque da questa base si può partire per introdurre anche nelle categorie inferiori una forma di rispetto e di fair-play nei confronti di qualunque avversario sportivo». (a.bonf)