Spari contro gli italiani Nessun ferito ma è allarme
KABUL.L'Afghanistan è stato scosso ieri da un nuovo attentato suicida che ha causato il ferimento di una ventina di civili, mentre nel pomeriggio colpi d'arma da fuoco sono stati sparati contro militari italiani che hanno risposto. Non c'è stato nessun ferito, gli aggressori si sono dileguati e la pattuglia è tornata alla base. I militari italiani - probabilmente incursori del 9º reggimento Col Moschin - erano impegnati in un'attività di ricognizione nella provincia di Farah, nell'ovest del Paese, quando sono stati presi di mira. Lo scontro conferma la situazione «ad alto rischio» che caratterizza anche la regione occidentale dell'Afghanistan, sotto il comando italiano.
Il segretario alla difesa americano, Robert Gates, giunto a Kabul lunedi sera, ha espresso la sua «inquietudine» per la crescente attività dei talebani, mentre la Nato sostiene che gli insorti «sono isolati» e controllano «meno del 10 per cento del sud» del Paese.
L'attentato avvenuto in mattinata lungo la strada che collega Kabul con l'aeroporto, aveva per obiettivo un convoglio dell'Isaf, la forza Nato che dispone di 55.000 uomini per lo più statunitensi. Il kamikaze, alla guida di un'auto imbottita di esplosivo, ha però mancato il bersaglio, ferendo 22 civili afgani. «E' il nostro benvenuto a Gates», ha affermato un portavoce dei talebani. Gates ha detto che «gli Stati Uniti sono inquieti per il fatto che, da due o tre anni c'è stato un incremento del livello delle violenze» dei ribelli. Uno dei portavoci dell'Isaf, il generale portoghese Carlos Branco, ha però minimizzato l'allarme, assicurando che «i talebani non controllano più di 5 dei 59 distretti del sud dell'Afghanistan».