Azouz è nel carcere dei Piccolini
VIGEVANO. E' arrivato ieri, in jeans e maglioncino scuro. Sta in cella da solo, ma non in isolamento. E' in carcere a Vigevano Azouz Marzouk, 27 anni, tunisino, 'parte lesa" nella strage di Erba, dove un anno fa gli hanno ucciso la moglie Raffaella, il figlio di due anni e la suocera, oltre a una vicina di casa. Azouz è stato arrestato dalla Finanza per spaccio di droga: cocaina e hashish. Non era opportuno destinare Azouz allo stesso carcere - a Como - dove sono reclusi i presunti assassini di Erba, Rosa Bazzi ed Olindo Romano. Per cui l'hanno portato in Lomellina, alla casa circondariale dei Piccolini.
Azouz è entrato in carcere verso mezzogiorno. Di pochissime parole, dice che vuol solo dormire. Appare molto provato: ieri ha rifiutato il pranzo e la cena, non si alzava dalla branda. Non ha chiesto giornali, libri o altri oggetti. Proprio perché è apparso molto provato, è stato deciso di metterlo in una cella singola. Dice di essere innocente, colto di sorpresa da quella che definisce un'ingiustizia. Nel carcere vigevanese dei Piccolini aspetta l'interrogatorio di garanzia. E' previsto per domani mattina, alla presenza anche del suo avvocato Roberto Tropenscovino e del gip di Como, Luciano Storaci. L'operazione della Finanza ha visto eseguire nove ordini di custodia cautelare, due notificati a persone già in carcere. Li ha chiesti Massimo Astori, uno dei pm che ha indagato sulla strage di Erba. In cella anche un fratello di Azouz, Sadok Marzouk, e la cognata. A Marzouk sono contestati una serie di episodi - spaccio di cocaina e hashish - avvenuti fra il 2004 e il 2007. Azouz era già stato in carcere nel 2004, insieme a un fratello, sempre dopo indagini della Finanza. Era uscito in anticipo, grazie all'indulto. Da quell'inchiesta era nata quella che ha portato agli arresti di ieri. Marzuk è stato arrestato alle 6.30 di ieri mentre rientrava a Merone, paese vicino a Erba, dove oggi vive. Nei mesi scorsi, si era parlato di suo possibile ingresso nel mondo dello spettacolo, gestito dall'agente di star Lele Mora. Con cui, fra l'altro Azouz era stato visto a cena in pizzeria quest'estate, in un locale del Comasco. E' sceso da una Porsche Carrera bianca, la camicia aperta sul petto a mostrare una catena d'oro. Da cui pendevano la fede nuziale di Raffaella, e una medaglia con il volto del piccolo Youssef. Diceva di aver conosciuto Mora grazie a Fabrizio Corona: il re del foto gossip, che ha passato questa primavera diverse settimane in carcere, per presunti ricatti ai vip. Ieri Corona ha testimoniato solidarietà ad Azouz: «E' un bravissimo ragazzo. L'ho frequentato tanto quando sono uscito dal carcere: siamo diventati amici». Corona è diventato amico, spiega, anche delle gemelle Cappa, le cugine di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto scorso. Pochi giorni dopo Corona era in Lomellina, a cercare un servizio esclusivo che per ora non è uscito. (a.m.)
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