Giro, arriva il passaporto biologico
MILANO. Un Giro moderno, con un calibrato mix di tappe per passisti, scalatori e cronomen, aperto alle ambizioni di molti. Cosi si presenta il Giro d'Italia 2008, presentata ieri a Milano e dedicata a Enzo Biagi. Ma, al di là della dedica, quel che il Giro 2008 pretende è di essere pulito. Per questo adotterà il passaporto biologico. Verrà invitato chi si impegnerà a rispettare le regole. Si va da Palermo a Milano, risalendo l'Italia. E si risale guardando soprattutto a est perché, stavolta, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta non verranno toccate. La novità è l'ultima tappa a cronometro, un ritorno al passato, che potrebbe rivelarsi decisivo. E' un Giro diviso in due parti: nervoso e adatto a velocisti, passisti e incursori per due terzi (fino alla 13/a tappa, con la sola eccezione della settima, impegnativa, con arrivo a Pescocostanzo), e che poi si trasformerà in terreno di grande fatica con i tapponi dolomitici e, soprattutto, con la breve ma tremenda frazione a cronometro fino a Plan de Corones, con pendenze del 24%. E' li l'inizio dell'ultima settimana che introduce i tre giorni decisivi: da Legnano a Monte Pora, con il Vivione, la Presolana e l'arrivo in salita; poi il tappone con il Gavia-Cima Coppi, il Mortirolo e l'Aprica e traguardo a Tirano. Infine, l'epilogo contro il tempo. A parole piace un po' a tutti i possibili pretendenti al successo: da Di Luca a Cunego, a Simoni, a Savoldelli, a Garzelli. Ma, al di là dei precisi limiti decisi dagli organizzatori, alcuni protagonisti sono davanti al bivio della scelta: il Giro ha il suo fascino ma per qualcuno gli impegni sono troppi. Leggi Paolo Bettini, che fra Olimpiadi e Mondiale da difendere non ha deciso ancora se ci sarà. Danilo di Luca invece dà priorità al Giro: «Voglio ripetermi ad ogni costo prima di pensare a Olimpiadi e Mondiale».