Scianna fa centro al Comisso

TREVISO.Giorgio Scianna ha vinto ieri a Treviso la ventiseiesima edizione del premio Comisso.
Giunto finalista dopo la selezione della giuria tecnica, ieri pomeriggio al palazzo dei Trecento a Treviso il suo libro Fai di te la notte è stato preferito dalla giuria popolare.
Gli altri due testi finalisti erano Rosa Matteurri, con Cuore di mamma, (Adelphi) e Guido Conti con La palla contro il muro (Guanda).
Lo scrittore francese Jean Echenoz ha invece trionfato nella sezione biografia con l'opera dedicata a Ravel.
E' il primo, importante, premio letterario vinto da Scianna, scrittore pavese di 43 anni che con il suo romanzo di debutto iscrive il suo nome nel prestigioso palmares del premio dedicato allo scrittore e giornalista trevigiano.
Da quando è stato istituito il premio, nel 1979, sono stati premiati scrittori del calibro di Andrea De Carlo, Salvatore Satta, Goffredo Parise, Antonio Tabucchi, Sebastiano Vassalli, Antonio Del Giudice.
Il libro di Scianna racconta una storia di famiglia ambientata attorno a Pavia. Quella di Fai di te la notte è un racconto di famiglia in cui si alterna finzione e ricostruzione storica attraverso la la vicenda dei marrani, gli ebrei convertiti con la forza al cristianesimo: «L'ambiente ebraico mi ha sempre affascinato - ha raccontato Scianna presentando il libro al pubblico del premio -. Ho scelto il tema dei marrani perché nel mio libro si parla di un segreto famigliare, in cui ci sono tanti tradimenti ma al tempo stesso si ribadisce la propria identità».
Dopo il conferimento del premio, Scianna ha riconosciuto che dopo la selezione della giuria tecnica - che ha scelto la terna finalista sulla base di più di cinquanta opere pubblicate a cavallo tra il 2006 e il 2007 - già si sentiva appagato, «ma un po' ci speravo nel premio finale. Gli altri due sono ottimi libri».
«Ho partecipato a questo concorso perché è certamente uno dei più seri e interessanti - ha detto lo scrittore - anche per il sistema di selezione, perché dopo la scelta dei professori universitari e intellettuali della giuria tecnica (molti erano amici personali di Comisso, ndr.), la parola passa ai lettori, sono loro che esprimono il giudizio finale».
Anche gli altri due libri finalisti parlavano di storie di famiglia. «Non so se sia un caso - ha spiegato Giorgio Scianna - la mia è una storia con un taglio particolare: è l'esplosione di una coppia legato alla scoperta di un tradimento. L'opporsi di due verità, quella di lei, che ribadisce il diritto a conoscere tutto di chi vive al suo fianco e lui, che rivendica con la sua azione il diritto ad avere uno spazio tutto per sè».
«Non so se sia un caso se tanti scrittori parlano di famiglia - ha concluso Scianna -. E' forse strana tanta attenzione in un momento in cui ci sono più single e coppie senza figli, ma per tutti la famiglia incide fortemente nella formazione della personalità. Tutti hanno una famiglia d'origine che ci segna nei nostri gesti e nei nostri comportamenti». (c.e.g.)