Prodi e Sarkozy firmano la pace energetica
NIZZA. Italia e Francia firmano due importanti accordi sul nucleare e la rete elettrica e si lasciano alle spalle un contenzioso che avvelenava da tempo i rapporti tra i due paesi. Non a caso, Romano Prodi e Nicolas Sarkozy parlano senza mezzi termini di pax elettrica e di intese «estremamente importanti». Il vertice itali-francese di Nizza può essere quindi considerato di svolta per il tema caldo dell'energia che ha sempre contrapposto i due Paesi.
Il presidente francese ne è «lieto» e il professore va oltre, definendo i documenti come «un importante passo avanti verso l'apertura dei mercati e l'integrazione». Parole pesanti che il presidente del Consiglio italiano scandisce un momento dopo gli accordi raggiunti, prima tra Enel ed Edf, sul nucleare; poi tra Terna ed Rte per la rete elettrica. Enel parteciperà al 12,5% del primo impianto nucleare di nuova generazione Epr, con l'opzione per i successivi 5 anni. Inoltre, potrà essere presente, con una quota tra il 30 ed il 40%, nella gestione di nuove centrali a ciclo combinato per un totale di 1400 megawatt. Mentre la sua presenza sul mercato elettrico francese si attesterà al 3%. L'accordo stipulato invece da Terna permetterà un aumento del 60% della capacità di interconnessione elettrica tra i due Paesi: una percentuale che nella pratica porterà questa capacità dagli attuali 2650 megawatt a 4200 mg. Il tutto, con la prospettiva di risparmi concreti sulla bolletta energetica nazionale. E ciò anche in considerazione del fatto che molta di questa energia proviene dal nucleare francese che ha costi più limitati rispetto alle tradizionali fonti di produzione. Con i francesi è anche in cantiere un progetto di fattibiltià di una nuova linea ad alta tensione in corrente continua di 1000 megawatt che dovrebbe collegare i due paesi attraverso la galleria di sicurezza del tunnel del Frejus. Soddisfazione a tutto tondo viene anche dal ministro Bersani, che ha assistito alla firma di tutti gli accordi sull'energia tra Italia e Francia. «Queste intese - dice sorridendo - arrivano dopo una fase problematica. Ma ora tutti glia spetti negativi sono superati». Ecco perché il presidente del Consiglio, facendo proprie le parole dette alcuni giorni fa da Sarkozy, parla di «pace elettrica». Quindi, di una nuova era nel processo di integrazione tra Roma e Parigi in settori strategici: un processo di cui l'energia può essere considerata solo la punta dell'iceberg. «L'Enel - ricorda Prodi - entra in alcuni importanti progetti nel campo del nucleare. Si tratta di una partecipazione limitata ma significativa - aggiunge - perché consetirà all'azienda di far valere il diritto di utilizzare le nuove tecnologie allo studio». In questo quadro, Roma e Parigi stanno mettendo a punto «nuove regole comuni che portano al rafforzamento continuo della collaborazione e dell'integrazione nel settore energetico», commenta ancora Prodi prendendo ad esempio questo nuovo feeling in prospettiva di altre importanti sinergie in campo industriale, militare e politico.