Amanda e Raffaele restano in carcere
PERUGIA. Amanda Knox e Raffaele Sollecito, i due ex fidanzati accusati dell'omicidio di Meredith Kercher, rimarranno nel carcere di Perugia. Lo ha deciso ieri il Tribunale del Riesame, presieduto dal giudice Massimo Ricciarelli, che respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali dei due ragazzi.
La famiglia della ragazza assassinata ha espresso soddisfazione per la sentenza. Nonostante Amanda e Raffaele abbiano proclamato la loro innocenza, il quadro indiziario a loro carico, come ha ribadito il pm Giuliano Mignini, è molto grave e sussiste sia il pericolo di fuga sia l'inquinamento delle prove. La sera del primo novembre e durante la notte i due, secondo l'accusa, avrebbero avuto il tempo di ripulire l'appartamento di Meredith, lasciando però comunque delle tracce. Raffaele ha lasciato un'impronta di scarpa rilevata vicino al cadavere della studentessa inglese (ma per i difensori quell'impronta non è compatibile con quelle di Sollecito). Altro indizio contro il giovane è che non avrebbe affatto lavorato con il computer: secondo la polizia postale, non vi è alcuna registrazione dell'attività nelle ore durante le quali si sarebbe consumato il delitto. Ed infine, terzo indizio contro lo studente pugliese, sono i flaconi di varechina usati per cancellare il sangue. Ad incastrare Amanda sono invece le tracce di Dna su un coltello da cucina, arma che, secondo la difesa, presenterebbe però una non compatibilità con le ferite inferte alla vittima. E poi ancora, una macchia di sangue sul rubinetto del lavandino e altre tracce di Dna nel bidet. Il pm Magnini, durante l'udienza, ha depositato un dossier per dimostrare che il tentativo di furto nella casa del delitto è stato una messa in scena per sviare le indagini.
«Sono innocente. Quella notte non ero nella casa di Meredith. Mi è dispiaciuto molto per Patrick e per l'intera situazione». La ragazza chiede scusa a Patrick Lumunba, il musicista congolese che Amanda, in un primo momento, aveva accusato dell'omicidio di Meredith e che i giudici hanno scarcerato dopo due settimane per mancanza di indizi. Ieri la studentessa americana ha ribadito la sua innocenza: «Confermo quello che ho scritto nel memoriale. Non c'entro con l'assassinio. Voglio tornare libera». Stessa posizione per Raffaele che ha affermato di esse stato al computer tutta la notte. I due ex fidanzati, seppur seduti in stanze vicine del Plazzo di Giustizia di Perugia, hanno preferito non incontrarsi e parlare solo ai giudici. Amanda non è apparsa nervosa, anzi, ha accennato anche un sorriso. Senza trucco, un po' ingrassata ha proclamato la sua innocenza. Anche Raffaele era sereno. «Il nostro assistito ha parlato per circa mezzora affermando la sua estraneità al delitto», hanno detto gli avvocati difensori. Intanto si attende per la prossima settimana il ritorno in Italia del «quarto uomo»: Rudy Guede, 20 anni, arrestato in Germania.