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Ormai non passa giorno che le pagine dei giornali riportino notizie di immagini, scabrose o poco rispettose della dignità altrui, «rubate» all'interno della comunità scolastica e diffuse on line o attraverso scambi reciproci di mms. Lo stesso ministro Fioroni ha ieri citato diversi episodi avvenuti da giugno ad oggi e in particolare quello di una ragazza sedicenne di Modena che ha perso la vita dopo essere stata travolta da un autobus lo scorso 31 ottobre.
Alcuni coetanei hanno ripreso tutta la scena diffondendola poi via Internet.
Il primo caso «clamoroso» risale a maggio dello scorso anno quando a Torino, un ragazzo disabile di 17 anni venne filmato a scuola mentre veniva aggredito, deriso e percosso dai suoi compagni che qualche mese dopo hanno diffuso via Internet le drammatiche immagini. Seguirono il video dello studente che puntava una pistola alla testa del professore e quello dei bulli che tiravano banchi sfasciandoli. Nel dicembre del 2006 venne invece scoperto on-line un filmato, girato di nascosto da uno studente di una scuola media di Catania, che mostrava un professore mentre picchiava a calci e pugni un alunno di 12 anni. A febbraio di quest'anno toccò invece alla procura di Ancona aprire un'inchiesta su alcuni filmati «hard» di sesso in classe tra due ragazzini diffusi in Internet e girati con il telefonino in un istituto commerciale di San Benedetto del Tronto.
Negli stessi giorni a Bologna la madre di un ragazzo disabile denunciò tre compagne del figlio: l'avrebbero costretto a inginocchiarsi per chiedere scusa e avrebbero ripreso la scena dell'umiliazione con un telefonino. Di li a poco scoppiò poi il caso della professoressa di matematica che durante una lezione veniva palpeggiata dagli studenti di un istituto superiore privato di Lecce: la scena, ripresa con il telefonino circa un anno prima, girava su You Tube. E sempre su You Tube lo scorso giugno si poteva «ammirare» la bravata di fine anno scolastico di due ragazzi di Ragusa ripresi mentre scorrazzavano in classe in sella ai loro scooter e sotto gli occhi incuranti dell'insegnante.
E arriviamo alle cronache di questi giorni. Ai primi di novembre è apparso su You Tube un video girato un anno prima a scuola da un gruppo di ragazzi dell'Ipsia di Monza: mostrava un ragazzo che si avvicinava ad un compagno e gli tagliava una ciocca di capelli poi, mentre la vittima tentava di reagire, gli rifilava uno scappellotto mentre il resto della classe rideva. Intanto a Palermo uno studente di 16 anni finiva in comunità per aver diffuso via mms le immagini del rapporto sessuale avuto con una compagna di scuola durante una gita. Nei giorni scorsi uno studente down di 17 anni salentino è stato invece costretto dagli amici a denudarsi e ad esibire le parti intime, e poi ripreso con i telefonini cellulari.
Sotto inchiesta sono finiti sette studenti di età compresa fra i 15 ed i 17 anni: le immagini riprese avrebbero fatto il giro del paese. Ed è infine di ieri la notizia che in provincia di Imperia sei alunni della seconda classe di una scuola media giravano col videofonino filmini hard in casolari abbandonati della loro per poi diffondere le riprese sul web o scambiarsele con i compagni a scuola. (m.v.)