«Quella pista costa troppo»

VIGEVANO. Altri 530mila euro per completare il collegamento tra le piste ciclabili di via Cararola e corso Pavia verso la frazione Sforzesca. «Ma dalle proiezioni saranno meno di 300mila», assicura l'assessore Andrea Sala. I tempi? Il via nella seconda parte del 2008. Dubbi dalla minoranza. Con una domanda: perché non concentrarsi sulle piste ciclabili in centro?
Una variante al piano delle opere «necessaria perché nel piano 2008 abbiamo la realizzazione del pezzo mancante della pista ciclabile che collega la Sforzesca. L'altro lotto rende funzionale questo. Siamo anche indecisi sulla sperimentazione di un fondo stradale per lo smaltimento delle acque», ha spiegato Sala. Non sono mancate le critiche dell'opposizione, che ha dato voto contrario, ma il progetto è comunque passato. «E' un esempio di opera inutile - ha sottolineato Guarchi - . Se dovessimo guardare le emergenze ciclabili ce ne sono di maggiori». La scelta di corso Pavia come sede della pista ciclabile verso la Sforzesca era partita dall'impraticabilità di via Rebuffi, dove passano auto e mezzi agricoli. Se è cosi pericolosa perché se ne usa comunque una parte? La domanda della minoranza. La risposta di Sala parte dalla sicurezza. «Usarla tutta come pista ciclabile è impensabile per motivi di sicurezza perché è ad uso carraio e agricolo». Una motivazione criticata dalla minoranza già in fase di progetto. «Queste piste sono inutili opere con soldi pubblici - ha spiegato Motta - . Investire più di un milione di euro in una pista che va verso la periferia e non se ne realizzano interne alla città. Bisognerebbe interrogarsi sul rapporto tra costo e utilizzo reale». Anche il consigliere Pizzi ha chiesto la realizzazione di «un piano sulle piste ciclabili», considerando questa di corso Pavia «un'opera faraonica in una situazione dove non c'era necessità». Dubbi anche del consigliere La Corte: il guard-rail in legno dalla parte interna è tagliente e quindi pericoloso, la pista è sporca con pietrine e pezzi di asfalto, i lampioni sono sulla fila opposta della strada. L'assessore Sala ha risposto a tutti i dubbi sollevati dall'opposizione. «Piste ciclabili dal centro verso la periferia perché è una logica di cui si è parlato in passato. La biforcazione della pista ciclabile porterà da una parte in via Cararola dall'altra al Ticino e collega due punti legati alla nostra tradizione». Tra un mese il tratto di corso Pavia dovrebbe essere finito, in questi giorni si stanno sistemando le piante. «E' un cantiere ancora aperto - ha spiegato Sala - per i lampioni l'Enel aspetta la fine dei lavori per allacciare quelli sul lato della pista». (ma.br)