Droga fra i giovani, via agli interrogatori

STRADELLA. Detenzione e spaccio continuato di sostanze stupefacenti. Questa la pesante accusa di cui devono rispondere i 27 giovani finiti nei guai in seguito all'operazione «Teen agers» condotta dai carabinieri della compagnia di Stradella. Già nella mattinata di oggi, secondo quanto è stato possibile apprendere, inizieranno i primi interrogatori davanti al Gip del Tribunale di Voghera. Tra i primi ad essere sentiti dai giudici vogheresi, i giovani detenuti in carcere (si tratta di dieci persone) e i due che si trovano agli arresti domiciliari. Non si esclude che le misure restrittive adottate attualmente, già dai prossimi giorni possano diventare meno pesanti, tenuto conto che si tratta di giovani, tutti incensurati. Molto dipenderà dall'esito degli interrogatori. Importante, secondo alcuni dei legali di fiducia degli arrestati, sarà chiarire la posizione di una ragazza di Stradella. La giovane, stando a quanto sarebbe emerso nel corso delle indagini e la deposizione resa agli inquirenti, più volte si sarebbe rifornita di sostanze stupefacenti da più di uno degli accusati. Quantità di cocaina e eroina, sempre in egual misura e sempre per un importo rispettivamente di 20 e 30 euro.
«Cercherò di capire quanto c'è di vero in queste accuse anche perché si tratta di forniture a mio avviso troppo elevate per essere credibili: c'è qualcosa che non convince», ha detto l'avvocato Domenico Novarini, difensore di fiducia di tre dei 27 giovani finiti nei guai. «Dopo gli interrogatori si spera in misure meno restrittive. In alcuni casi, a mio giudizio, più che a spacciatori siamo di fronte a giovani talmente ingenui che non si sono resi conto delle pesanti conseguenze in cui avrebbero potuto incorrere». «Pur essendo lo stesso capo di imputazione per tutti - spiega Fabio Ciccotti, legale di fiducia di due giovani indagati - si tratta di episodi differenti come gravità, per la frequenza e a seconda che si tratti dell'accusa di spaccio di droghe pesanti come eroina o cocaina o solo di hashish». La maxi operazione coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Voghera, Francesco De Socio, e condotta, in maniera meticolosa e continua, dai carabinieri della compagnia di Stradella, è durata più di un anno. Non a caso ben 96 sono i giovani, segnalati alla prefettura di Pavia come assuntori di sostanze stupefacenti e che hanno ammesso di aver acquistato droga, seppur di tipo ed in quantativi diversi, dai 27 indagati. A finire in carcere sono stati: Cristiano Aguzzi, 21 anni di Arena Po; Alberto Banin, 37 anni di Mezzanino; Raffaele Braghin, 24 anni di Verrua; Giovanni Delogu, 23 anni di Stradella; Guido Manstretta, 21 anni di Arena; Massimo Opizzi, 29 anni di Stradella; Matteo Ordali, 21 anni di Stradella; Christian Piva, 27 anni di Stradella; Massimo Stella, 22 anni di Broni e Cesare Stocco, 22 anni, di Stradella. Altri due giovani sono agli arresti domiciliari: Federico Labò, 19 anni, di Stradella, e Stefano Morandotti, 24 anni, di Broni. Infine 17 giovani sono stati sottoposti alla misura cautelare con obbligo di dimora e non potranno lasciare il comune di residenza. Una posizione la loro, ritenuta meno grave rispetto a quella degli arrestati. L'inchiesta, tuttavia, da quanto è trapelato, non è affatto conclusa. (p.r.)