Donne scienziate, che fatica Storia del «coefficiente 2,6»

PAVIA.Il Collegio Nuovo di Pavia (via Abbiategrasso, 404) propone per domani sera alle ore 21, nell'ambito del progetto «Donne e scienza. Iniziative europee e testimonianze di scienziate», un incontro con Rossella Palomba, ambasciatrice per le Pari Opportunità nella Scienza, Unione Europea. Introdurrà Sylvie Coyaud, giornalista scientifica de 'La Repubblica" e 'Il Sole-24 Ore". Si parlerà del famigerato «coefficiente 2,6». Per ottenere promozioni pari a quelle di un ricercatore, la ricercatrice deve essere 2,6 volte più brava: questo è il risultato di una indagine svolta da Rossella Palomba sulle carriere femminili negli enti pubblici e di ricerca italiani. Dall'analisi dei dati, nel contesto italiano, emerge che le discriminazioni di cui le donne soffrono nel mondo della ricerca si dispongono prevalentemente su due assi: uno 'orizzontale" - la presenza femminile si concentra soprattutto in alcuni campi scientifici, come ad esempio l'ambito biomedico - l'altro 'verticale": le donne, pur rappresentando più della metà del personale scientifico all'interno delle istituzioni pubbliche di ricerca, sono pochissime tra i dirigenti, nonché quasi assenti ai vertici decisionali. Quanti poi, storicamente, i Nobel negati alle donne: uno per tutti quello scippato da Anthony Hewish all'astronoma Jocelyn Bell. Qualcosa sta cambiando, però. Per aumentare la consapevolezza delle ricercatrici sull'esistenza di stereotipi di genere nell'ambiente scientifico e sensibilizzare le studentesse sull'importanza del lavoro scientifico promuovendo un'immagine positiva del lavoro di ricerca, è stato avviato il progetto Diva.