Napolitano rende omaggio a Paladini
ROMA. È tornata a casa, accolta con tutti gli onori, la salma del maresciallo capo Daniele Paladini, il militare ucciso in Afghanistan dal kamikaze che ha fatto strage dei civili radunati per l'inaugurazione del ponte ricostruito dagli italiani. La bara di Paladini è rientrata la notte scorsa da Kabul con un volo militare atteso, a Ciampino, dal ministro Arturo Parisi, e subito è stata trasferita all'Istituto di medicina legale.
Qui si è svolta l'autopsia disposta dal procuratore aggiunto di Roma Franco Ionta. L'esame ha confermato che a causare la morte di Paladini, accorso con tre commilitoni per allontanare il sospetto dalla folla, è stato un frammento dell'ordigno che l'attentatore suicida portava indosso: una scheggia che si è conficcata nella regione occipitale della vittima, morta in pochi minuti nonostante la corsa in elicottero verso l'ospedale Isaf di Kabul.
Ricevuto il nulla osta per la sepoltura, la salma è stata imbarcata su un C-130 diretto a Genova. Ma prima che lasciassero Roma il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha voluto incontrare i familiari di Paladini. Un colloquio privato con la vedova Alessandra Rizzo, nelle stanze del Celio, durante il quale il presidente ha ribadito il valore dell'eroico gesto compiuto dal maresciallo partito in pace, con i compagni del 2º Reggimento Pontieri di Piacenza, per contribuire alla ricostruzione l'Afghanistan.
Napolitano, da ieri sera in Germania per una visita di Stato, ha voluto stringere la mano anche ai tre soldati rimasti feriti nell'attentato e tutt'ora ricoverati nel policlinico militare romano: il capitano Salvatore Di Bartolo, il capitano Stefano Ferrari, il caporal maggiore Andrea Bariani. Tutti se la sono cavata con qualche lieve ferita agli arti, anche se lo choc non è ancora passato. Ma il loro coraggio e la loro prontezza hanno evitato che la strage (undici morti, tra cui sei bambini di una scolaresca, e almeno dieci feriti) si trasformasse in una carneficina.
Il feretro di Paladini, avvolto nel tricolore, è giunto all'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova attorno alle 17, preceduto dal volo che ha riaccompagnato i familiari. Nello scalo ligure lo ha accolto il picchetto d'onore del suo Reggimento. Ma in pista c'erano anche le massime autorità militari della Regione Nord, una rappresentanza di tutti corpi delle Forze Armate, il sindaco e il questore della città. Terminata la breve cerimonia, la bara è stata quindi caricata su un carro funebre partito per Novi Ligure, in provincia di Alessandria, dove Paladini abitava con la moglie e la figlia di 6 anni e dove in municipio è stata allestita la camera ardente per l'ultimo saluto degli amici, dei parenti, e dei tanti novesi che hanno voluto rendergli omaggio accogliendone il rientro con un lunghissimo e commosso applauso.
I funerali si svolgeranno oggi pomeriggio, alle 15.30, nella chiesa collegiale di Novi Ligure. Alla cerimonia presenzierà anche il sindaco di Lecce, la città natale del maresciallo ucciso. Ma anche a Piacenza, dove ha sede il 2º Reggimento Pontieri dell'Esercito, quest'oggi le bandiere saranno esposte a mezz'asta, in segno di lutto.
Natalia Andreani