CasteggioBroni scivola

BRONI. Si ferma a una traversa, un rigore fallito, un incrocio dei pali spizzato e diverse occasioni da gol il bilancio del CasteggioBroni nel match clou contro la capolista. Ma a vincere sono i comaschi. Quarantacinque minuti di predominio assoluto e una ripresa equilibrata e senza rischi non bastano ai gialloblu per fare risultato. Il Cantù San Paolo segna nell'unica occasione propizia, con un inserimento di Pelosi in posizione di dubbio fuorigioco a 7' dal termine. E il CasteggioBroni scivola al terzo posto, a -5 dalla vetta. Ma non è il risultato che rispecchia l'andamento della partita.
«Il Cantù arrivava come lo spauracchio del campionato - dice un incredulo Claudio Sangiorgio - ma mi pare che per l'intero primo tempo si sia giocato a una porta sola. Petranca è stato uno spettatore, ricordo un unico suo intervento su un colpo di testa dal limite dell'area. Ma il calcio è questo: nel nostro momento migliore non abbiamo segnato, loro lo hanno fatto nell'unica occasione avuta». La prima frazione del CasteggioBroni è effettivamente impressionante: prima Procaccio solo dal limite calcia di poco alto, poi Gabba con un secco destro coglie la traversa. Di Bari è ispirato sulla sinistra e da una sua azione personale nasce l'occasione più ghiotta: atterrato in area da Santamaria, l'esterno gialloblu si guadagna il penalty. Castellazzi ta insicuro alla battuta e spara alto. E' passata mezz'ora e si è visto solo il CasteggioBroni. Che con Di Bari e Longo sfiora ancora il vantaggio. «Era impensabile mantenere quei ritmi per 90', cosi nella ripresa c'è stato un fisiologico calo» continua Sangiorgio «tuttavia, la seconda parte è stata equilibrata, non ci siamo presi nessun rischio». Il secondo tempo è meno bello a vedersi, il CasteggioBroni non imbastisce azioni di rilievo oltre la trequarti avversaria, ma il Cantù non sembra davvero in grado di poter pungere. Invece la beffa arriva a sette minuti dalla fine. Mevoli (che pochi minuti prima aveva colto un incrocio dei pali su una palombella) perde un pallone a centrocampo e Pelosi viene lanciato in dubbio fuorigioco. La punta comasca classe 1966 dapprima si ferma credendo di essere in off-side, poi nota il guardalinee che fa segno di proseguire e si invola per il facile 1-0. «Ci sarebbe stato stretto anche il pareggio» conclude Sangiorgio.
Andrea Bonfichi