La mafia sfida Confindustria

PALERMO. Alle minacce sono seguiti i fatti: due mesi fa le intimidazioni al vicepresidente di Confindustria di Caltanissetta, Marco Venturi e l'altra è stata distrutta la sede provinciale dell'associazione. Il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello(foto), è stato messo sotto scorta.
Era stata la sezione provinciale della Confindustria di Caltanissetta a guidare la ribellione degli imprenditori siciliani contro il racket. Il raid vandalico ha dunque assunto un valore fortemente simbolico. Gli autori del danneggiamento sono entrati da una finestra e, dopo avere messo a soqquadro le stanze, hanno portato via decine di fascicoli.
Nessuno, nonostante la posizione centralissima dell'immobile - che si trova a poche centinaia di metri dal palazzo di giustizia - si è accorto di nulla. A dare la notizia, durante l'incontro col ministro della Giustizia Clemente Mastella, ieri a Gela, è stato il procuratore generale di Caltanissetta, Giuseppe Barcellona. «Questo accade - ha detto al Guardasigilli - mentre la Sicilia si sveglia e reagisce contro la criminalita' organizzata. In un'isola che vive in stato d'assedio - ha aggiunto - occorrono più forze per combattere contro la mafia».
Decine gli attestati di solidarietà espressi ai vertici dell'associazione. «Nel momento in cui la ribellione degli imprenditori al racket e a ogni forma di collusione e la contemporanea azione repressiva dello Stato stanno producendo in Sicilia importantissimi risultati, la mafia risolleva la testa», ha detto Lo Bello, che nelle settimane scorse aveva annunciato l'espulsione dall'organizzazione di tutti gli imprenditori che pagano il pizzo. Lo Bello ha sollecitato l'attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura.
Il presidente nazionale di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha raccolto l'appello del procuratore aggiunto di Palermo, Roberto Scarpinato, che ha chiesto a Confindustria di espellere i collusi. «Sono assolutamente d'accordo con lui», ha commentato Montezemolo. Alla domanda se dunque Confindustria espellera' gli imprenditori che risultano collusi con la mafia, il presidente Montezemolo ha risposto senza indugi: «Lo faremo, certo. Assolutamente».