Lumumba ritorna sulle sue affermazioni: «Mai detto che Amanda volesse vendicarsi»

ROMA.«Non ho mai detto che Amanda abbia voluto vendicarsi» per motivi legati al lavoro. Patrick Lumumba, ospite ieri di 'Matrix', corregge la versione data da alcuni quotidiani inglesi. «La mia versione è sempre la stessa, quella che ho dato agli inquirenti: Amanda mi ha incontrato il lunedi davanti all'università per gli stranieri, io sono stato soltanto sfortunato a passare di li in quel momento, lei ha pensato a me e ha fatto il mio nome solo per depistare gli investigatori». Lumumba è convinto: «Sono stato accusato soltanto perché sono nero», e l'accusa sarebbe stata credibile per questo.
«E' vero - ammette il gestore del pub Le Chic - il suo modo di lavorare non mi piaceva più, ballava invece di andare dai clienti, io la richiamavo, lei si scusava ma poi ricominciava. A me non stava bene, ho anche detto a un amico comune che se me l'avesse chiesto, non le avrei mai consigliato di continuare a lavorare con me, ma non ho mai detto che abbia voluto vendicarsi per questo motivo».
In un'ora di trasmissione, Lumumba ripercorre personaggi e situazioni del giallo finito sulle prime pagine di tutti i giornali. «Meredith - racconta - era una ragazza molto gentile e molto aperta, molto diversa da Amanda che dava sempre l'impressione di volere essere protagonista, di voler essere al centro della scena. Raffaele veniva a prendere Amanda la sera, poco prima che lei staccasse dal lavoro, ed era una persona molto tranquilla, inizialmente non sapevo nemmeno che fossero fidanzati, me lo ha detto un cliente. Rudi? Non lo conosco di persona, forse l'ho visto una volta nel mio locale per uno o due minuti, ma non sono nemmeno sicuro».
Lumumba dice di non aver mai avuto problemi di razzismo, «ma in questa storia sono stati usati due pesi e due misure, non tanto perché io ero un nero e lei un'americana, ma forse perché io ero un uomo e lei una donna».
«Non mi sono ancora reso conto bene di quello che è successo, è come un brutto sogno: praticamente vivo ai domiciliari, abito al sesto piano, non posso uscire di casa perché giù ci sono sempre i giornalisti. Se credo che Amanda possa essere colpevole? Qualche volta si e qualche volta no, é una vicenda troppo complicata».