I periti diranno se Meredith è stata violentata

SOLO oggi si saprà se sarà necessaria una nuova autopsia mentre ci vorranno due mesi per conoscere con esattezza come è morta Meredith Kercher e se è stata violentata. E' sostanzialmente questo, quello che è scaturito ieri dalla prima udienza dell'incidente probatorio che è stato disposto dal gip di Perugia per accertare cause, circostanze e ora della morte della studentessa inglese uccisa nel suo appartamento la notte del 1º novembre. Sono tre i periti nominati dal gip Claudia Matteini e altrettanti dal pm Giuliano Mignini.
Sono tre i periti nominati dal gip Claudia Matteini e altrettanti dal pm Giuliano Mignini. Il primo ha nominato i medici legali Anna Aprile (Università di Padova), Mariano Cingolani (Istituto di medicina legale dell'Università di Macerata) e Giancarlo Umani Ronchi (Istituto di medicina legale dell'Università la Sapienza di Roma). Il pm ha invece scelto Marco Lalli (che ha eseguito l'autopsia), Mauro Bacci (direttore dell'Istituto di medicina legale di Perugia) e Vincenza Liviero (medico legale della polizia in servizio presso la Direzione anticrimine centrale) che si è occupata degli accertamenti sugli italiani morti nello tsunami del 2004.
I periti del giudice per le indagini preliminari hanno ieri subito cominciato l'esame dei reperti relativi all'autopsia eseguita dal consulente del pubblico ministero il 4 novembre. In base ad essi decideranno, entro oggi, se procedere utilizzando solo la documentazione già agli atti o se servano nuovi esami sulla salma, che si trova in Inghilterra ma non è stata ancora tumulata in attesa dei primi risultati dell'incidente probatorio. L'incidente probatorio è stato quindi rinviato al 2 febbraio dell'anno prossimo. Entro quella data saranno depositati i risultati dell'esame medico-legale che sarà svolto in contraddittorio tra le parti, cioè alla presenza di consulenti dell'accusa e delle difese, e i risultati avranno il valore di prova in un eventuale processo. Tra i quesiti da soddisfare: l'ora, le cause della morte e l'eventuale violenza subita dalla studentessa, nonchè, come richiesto dalla difesa di Raffaele Sollecito, la compatibilità tra i coltelli sequestrati al laureando barese e l'arma del delitto.
Dagli accertamenti eseguiti finora è emerso che Meredith potrebbe essere morta tra le 21 e le 23, per una coltellata alla gola e che è stata violentata. E' di questi giorni poi la notizia che sul suo collo ci sarebbero le impronte di tre dita e un pollice. Tracce che proverebbero, insieme a una lesione all'osso ioide, che è stata anche strangolata. In tal caso l'assassino avrebbe lasciato le sue impronte sul cadavare.
Intanto si aggiungono nuovi particolari alle versioni dei quattro indagati: l'americana Amanda Knox, il suo ex Raffaele Sollecito, l'ivoriano Rudy Hermann Guede (in carcere in Germania) e Patrick Lumumba Diya (l'unico ad essere stato scarcerato). Rudy, che sostiene di poter riconoscere il killer da cui sarebbe stato ferito a una mano, continua a cadere in contraddizione. Ha riferito di aver venduto a Milano, dopo il delitto, il suo iPod per ricavare il denaro necessario a raggiungere la Germania. Invece è emerso che l'aveva ceduto a un amico prima dell'omicidio.