Disordini all'Olimpico, arrestati per terrorismo tre ultrà

ROMA.Nuovi arresti e una decina di perquisizioni sono scattati nell'ambito dell'indagine della Digos della capitale sugli incidenti avvenuti domenica 11 novembre a Roma, intorno allo stadio Olimpico, dopo l'uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri in un'area di servizio nei pressi di Arezzo. Per quelle ore di guerriglia urbana in cui furono assaltate caserme di polizia e carabinieri e la sede del Coni, sono finiti in manette ieri tre tifosi, di cui due laziali e uno romanista: ai due ultrà della Lazio è stata contestata l'aggravante del terrorismo, come già avvenuto per altri due arrestati la notte stessa degli incidenti. Gli arresti di ieri portano a sette il numero degli ultrà finiti in carcere dall'11 novembre. Ieri sono state eseguite, inoltre, una decina di perquisizioni sequestrando fra l'altro un seggiolino da stadio, caschi, coltelli, una mazza in legno e una bandiera con la croce celtica. Nel tentativo di disinnescare una possibile nuova reazione degli ultrà, che due settimane fa causarono più di 70 feriti e ingenti devastazioni, i familiari di Gabriele Sandri hanno diffuso una lettera aperta in cui confidano che «l'inaccettabile morte di Gabriele non venga mai più strumentalizzata per compiere atti violenti e scellerati che avrebbero l'unico risultato di infangare la memoria di un ragazzo meraviglioso e della sua sana passione per il calcio». I due supporter biancocelesti arrestati sono C.E. di 21 anni e T.C. di 25 anni e sono stati riconosciuti tra coloro che avrebbero partecipato all'assalto al reparto volanti in via Guido Reni. Il romanista, invece, M.M., di 35 anni, è accusato di rapina perchè coinvolto nell'attacco alla sede del Coni in cui furono rubati computer e altre suppellettili mettendo in fuga le persone che erano all'interno e lanciando anche 'bombe carta".