Quel furgone fantasma Dopo il danno, la beffa
BRONI.E' accaduto a Broni qualche tempo fa. Ma la vicenda, raccontata da un assicuratore, potrebbe essere benissimo essere accaduta ovunque.
E' una domenica. Per le vie del centro si svolge il tradizionale mercatino, c'è abbastanza gente. Un vogherese, appassionato di piccolo antiquariato, riesce a posteggiare in uno spazio regolamentato e regolare a ridosso della via Emilia. Si ritiene fortunato, e si dedica al consueto «giro» con l'entusiasmo di sempre. La sorpresa, negativa, al ritorno della passeggiata. La sua station wagon ha la parte sinistra «decapitata» da un impatto. Via la fanaleria e un pezzo di paraurti. Sguardo attonito attorno, ma uno degli ambulanti si avvicina e racconta al vogherese di aver visto tutto e di aver preso il numero di targa di un furgone bianco piuttosto malandato. I due vanno dai vigili urbani. Si fa la denuncia con relativa testimonianza. Il giorno dopo il vogherese va dalla propria assicurazione. Trova rassicurazioni: c'è la denuncia, c'è un testimone, c'è il numero di targa del pirata. Ci sarà un'altra assicurazione che pagherà i danni. Il conto è di circa 700 euro. Tutto finito? No. I vigili appurano che il furgone, di proprietà di un albanese, non è assicurato. Ma l'interessato ai vigili dichiara che no, non era lui alla guida del furgone al momento dell'incidente.
L'aveva prestato o chissà, qualcuno glielo aveva preso per poi riportarglielo. Scatta, comunque, il verbale. Ma le cose, a questo punto, si complicano per il danneggiato. L'automobilista vogherese deve recarsi, infatti, da un legale per appurare, comunque, come il ricorso al fondo di garanzia che deve intervenire in casi come questo agisca solo per danni alle persone. Ben più complessa la trafila per i danni materiali, dovendo rivalersi in sede civile nei confronti dell'autore del misfatto senza accordo su chi paga. Processi, cause, mesi di impegno: forse tempo perso, di sicuro una «bella» arrabbiatura. Alla fine la carrozzeria va pagata. Un conto, beffa inclusa.