Confronto acceso tra gli avvocati
GARLASCO.Primo botta e risposta tra avvocati. La valutazione della relazione dei Ris offre un'anteprima di quelle che potrebbero essere le posizioni delle parti se l'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi arriverà in tribunale. L'altra sera, in una breve intervista al Tg5, l'avvocato Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, ha espresso le considerazioni, condivise dal consulente Marzio Capra, su alcuni elementi sottolineati dai Ris. In particolare, l'importanza attribuita a un'impronta digitale di Alberto Stasi sull'erogatore del sapone nel bagno di casa Poggi e alle tracce di scarpe numero 41/43 trovate nel bagno. Tracce non risultate compatibili con le calzature sequestrate ad Alberto. Ma, secondo la relazione dei Ris, «appare comunque suggestivo che le uniche impronte dell'indagato, oltre a quelle rinvenute sul cartone della pizza, siano state evidenziate proprio sull'erogatore per sapone liquido, posto sul lavabo davanti il quale ha sostato l'omicida con le scarpe fortemente imbrattate di sangue». «Lo dicono i Ris, non noi - aggiunge Tizzoni - e la relazione appare convincente. Sono indizi che, presi singolarmente, non dicono nulla, ma assieme possono dire molto. Concretamente, per ora, gli accertamenti scientifici, secondo i Ris, portano in una direzione. Sia chiaro, non è nostro compito affermare la colpevolezza o l'innocenza di qualcuno, ma non possiamo evitare di pensare che questi elementi offrano spunti di riflessione. Detto questo, non abbiamo pregiudizi. Siamo pronti a prendere atto di elementi che potrebbero portare le indagini in direzioni diverse. Se e quando ci saranno concretamente indicate ipotesi alternative, siamo pronti a valutarle in modo sereno».
La stessa combinazione (impronta digitale e tracce di scarpe) viene letta dalla difesa in modo opposto. «Come si può dire che gli indizi puntino solo su Alberto? - dice l'avvocato Giulio Colli, che difende Stasi con il fratello Giuseppe e il professor Angelo Giarda, affiancati dal consulente Francesco Maria Avato -. E' una valutazione soggettiva che, secondo noi, non trova riscontro oggettivo nella relazione dei Ris. Non sorprende che Alberto, che frequentava casa Poggi, possa aver lasciato l'impronta sull'erogatore del sapone. Ma l'altro dato oggettivo e altamente significativo è che le tre impronte di scarpe sono sconosciute e non riferibili a scarpe indossate da Alberto. Secondo noi, quindi, questi elementi non vanno contro il nostro assistito. Al contrario, lasciano aperta la porta ad una ricostruzione alternativa e ad indagini a 360 gradi. Difendiamo Alberto e non vogliamo soltanto che sia assolto per non aver commesso il fatto, ma anche che ci dicano chi ha commesso il fatto».