Attentati in India: 13 morti Gli avvocati nel mirino

NEW DELHI.Ci sarebbero due organizzazioni islamiche, la HuJI, originaria del Bangladesh, e la Jaish-e-Mohammed, dietro gli attentati che ieri - in esplosioni quasi simultanee in tre città - hanno causato 13 morti e il ferimento di oltre 70 persone nello stato indiano dell'Uttar Pradesh. Tre le esplosioni avvenute a Benares (la città santa degli induisti), dove 9 persone hanno perso la vita e 45 sono rimaste ferite, alcune anche in modo grave. Due gli ordigni scoppiati a Faizabad. Qui le vittime sono state 4 e una quindicina i feriti. L'ordigno esploso nella capitale dello stato, Lucknow, a basso potenziale, non ha invece provocato vittime. Una decina i feriti.
Le esplosioni sono avvenute a distanza di pochi minuti l'una dall'altra a partire dalle 13.18 ora locale. A Benares gli ordigni sono stati piazzati nel tribunale, nei pressi dell'ufficio di un avvocato, mentre a Lucknow e a Faziabad sono stati collocati su delle biciclette parcheggiate nei pressi del tribunale. Proprio il fatto che in tutti e tre i casi le bombe siano state fatte esplodere nella zona del tribunale ha fatto pensare che i bersagli principali degli attentatori potessero essere gli avvocati che in diversi casi si sono rifiutati di difendere militanti di gruppi terroristici.
Gli attentati di ieri in Uttar Pradesh potrebbero essere stati una rappresaglia da parte dell'organizzazione Jaish-e-Mohammed, di cui tre membri sono stati arrestati lo scorso 16 novembre a Lucknow perché accusati di aver tentato di rapire Rahul Gandhi. Anche in quella occasione gli avvocati avevano deciso di non assumere la loro difesa. La Jaish-e-Mohammed potrebbe aver chiesto e ottenuto in questo frangente l'aiuto dell'HuJI.