Senza Titolo

ROMA. Il gasolio ha toccato un nuovo record, infrangendo quello raggiunto soltanto due giorni fa e sfondando quota 1,30 euro al litro. A rivedere per prima i listini dei prezzi consigliati è stata ieri la compagnia Esso, che ha portato il diesel a 1,304 euro, un livello mai raggiunto prima, e la benzina a 1,381, un livello certamente di guardia, ma comunque sotto il picco raggiunto nel luglio del 2006, quando la benzina verde volò oltre gli 1,40 euro.
La corsa delle quotazioni del greggio ha messo il turbo ai prezzi dei carburanti, soprattutto al diesel, che a partire dal 2 novembre, quando si registrò la prima impennata a 1,253 euro, ha dovuto aggiornare il record ben otto volte. In base ai dati resi noti ieri dall'Aiee, l'Associazione italiana degli economisti dell'energia, dall'inizio dell'anno il prezzo del diesel è cresciuto del 12%. Una tendenza al rialzo, quella dei prezzi dei carburanti, che non è senza conseguenze sui consumi, e quindi sulle vendite. In base al quadro descritto dal presidente dell'Aiee, Edgardo Curcio, «oggi il mercato dei carburanti in Italia é ormai saturo, non cresce più: per la prima volta in 40 anni - spiega Curcio - sembra stia per iniziare un ciclo recessivo per le vendite». A supporto di questa tesi ci sono le stime sulle vendite rese note dall'associazione ed elaborate su dati del ministero dello Sviluppo economico. Le cifre dicono che a settembre la domanda totale di carburanti (benzina+gasolio), è risultata pari a circa 3,1 milioni di tonnellate, in calo del 5,1% rispetto allo stesso mese del 2006. A ottobre (con un giorno lavorativo in più rispetto all'anno scorso) la domanda totale è risultata pari a 3,4 milioni di tonnellate, il 2,6% in più e solo quest'ultimo incremento ha permesso di avere a livello cumulato (gennaio-ottobre 2007) consumi di carburanti praticamente identici a quelli dei primi dieci mesi del 2006. Le cifre degli ultimi anni, tra l'altro, mostrano una costante diminuzione delle vendite di benzina: -5,5% nel 2004, -7,3% nel 2005, -6,2% nel 2006. I consumi del gasolio, pure in aumento, hanno visto tale crescita ridursi e passare dal +10% del 2001, al +7,1% del 2004, al +2,1% nel 2005 con una ripresa (+3,8%) nel 2006. I dati provvisori 2007 indicano un aumento delle vendite del 3,3% per il gasolio e calo del 6% per la verde. «Nei primi nove mesi del 2007 - sintetizza Curcio - il consumo di carburanti in Italia è diminuito rispetto allo scorso anno, nonostante sia aumentato il numero di auto immatricolate». E gli alti prezzi sono, secondo l'Aiee, i primi responsabili di questo stallo. Ma, in fatto di prezzi, non tutto si spiega con le quotazioni internazionali del greggio. A pesare ci sono anche le tasse, che «nel nostro Paese sono tra le più elevate d'Europa». Le stime dell'Aiee parlano chiaro: dal 2000 ad oggi le tasse che, in Italia, gravano sui carburanti sono aumentate del 9% per la benzina e addirittura del 23% per il gasolio.